Sono passati 76 anni da quel tragico bombardamento aereo (giovedì 30 dicembre 1943 – lunedì 30 dicembre 2019), durante la seconda guerra mondiale (1940/1945), quando una formazione di bombardieri americani (B/23 e B/25), nel tentativo di colpire i viadotti della Linea ferrata Faentina (alle ore 12:23 precise) nodo nevralgico sulla Linea Gotica per rallentare la fuga delle armate tedesche, colpì in pieno la parte nord ovest di Borgo San Lorenzo, causando 109 morti e distruggendo tantissime abitazioni fra cui le prestigiose Manifatture Chini San Lorenzo (note in tutto il mondo) e in parte anche le Fornaci Brunori, dove trovò la morte Carlo Soriani (il proprietario del cane Fido).
Furono giorni tragici per il nostro paese, e gli atti di eroismo non si contarono specialmente tra i “confratelli” della Misericordia (che loro locali allestirono un piccolo ospedaletto coordinato dai medici dott. Alessandro Sandrini, il dott. Guglielmo Sanguinetti e il dott. Giuseppe Maria Cieri – non Ceri) ), i quali giorno e notte scavarono con le mani sotto le macerie dei casamenti colpiti per dare un volto e un nome a tanti concittadini sepolti e dilaniati.
Da quell’anno, a parte gli ultimi anni della guerra, questo tragico avvenimento è sempre stato ricordato dalle autorità amministrative e religiose e il 30 dicembre in qualsiasi giorno cada, dopo il suono del “campanone” della Pieve alle 12:23 si svolgono cerimonie in ricordo e in onore delle vittime civili.
In occasione del 50 anniversario (30 dicembre 1993), un comitato appositamente costituito (Laura Rossi Benvenuti, Brunetto Lisi, Giovanni Cipriani, Aldo Giovannini, Giuseppe Panchetti, Orazio Belli, Pierluigi Recati, Luigi Tagliaferri e Paolo Zanieri – alcuni di questi amici purtroppo sono già scomparsi), con l’apporto finanziario di Enti, ditte, aziende ed associazioni, ma più che altro dal contributo di tutta la popolazione e dai famigliari delle vittime (ecco un evento che vide uniti tutti i borghigiani), il Prof. Niccolò Niccolai realizzò un gruppo scultoreo che fu deciso di collocarlo sotto il grande abete di piazza del Poggio, e che fu inaugurato il 30 dicembre 1993 dopo una bellissima e commovente cerimonia.
Resta il neo che ancora dopo 15 anni di attesa non c’è ancora uno spiraglio per conferire al Gonfalone Municipale una sacrosanta medaglia al valor Civile, come è stata consegnata a diversi comuni italiani, che hanno subito tragiche conseguenze come Borgo San Lorenzo, anche se il sindaco Paolo Omoboni è deciso a portare a buon fine questo legittimo riconoscimento; lo speriamo vivamente, poiché sono anni che lottiamo per questo conferimento e sapendo che la domanda in una sede governativa è in fase di “valutazione” viene una rabbia grande così. I 109 morti devono essere ancora da “valutare!!




Comunque siamo giunti al 76° Anniversario e lunedì scorso (30 dicembre 2019) come tradizione davanti al palazzo Comunale si sono ritrovati autorità civili, amministrative e militari, alcune associazioni di volontariato (anche la Misericordia poteva contribuire al ricordo visto e considerato quello che fecero i confratelli), associazioni Combattentistiche e d’Arma, per presenziare alla Santa Messa in suffragio delle vittime all’interno della Pieve di San Lorenzo celebrata dal Pievano don Luciano Marchetti.
Al termine si è formato un corteo con in testa la Banda Musicale “G. Verdi” di Signa, per deporre una corona d’alloro al Monumento delle Vittime Civili in piazza del Poggio e successivamente al Cippo in via Giotto Ulivi angolo con il viale IV Novembre, una zona quella che fu completamente polverizzata con oltre 50 vittime compreso la totalità della famiglia Poli.
Dopo il corteo le persone presenti si sono ritrovate nella sala del consiglio comunale dove il Teatro Idea e successivamente l’ex sindaco Antonio Margheri hanno ricordato questo evento, con un intermezzo di Rossella Sargenti davvero commovente nel ricordo dei suoi cari, segnatamente del babbo Silvano, in quel tragico momento, che vide anche la morte di una giovanissima cugina dello scrivente di queste note, Maria Luisa Modi di soli 14 anni.
Purtroppo per gravi ragioni di famiglia non eravamo presenti in sala consiliare, (il solito emerito imbecille facente parte di una associazione che non ha nulla a che vedere con questo tragico episodio, ci ha irriso per la nostra assenza), la giornata commemorativa è poi terminata al Teatro Giotto, anche se questo straordinario evento non era stato inserito nel manifesto municipale, con l’esecuzione del bellissimo “Requiem” di W.A. Mozart in “memoria” delle vittime civili, a cura dell’Orchestra Camerata dè Bardi, il Coro Harmonia Cantata sotto la direzione del maestro Raffaele Puccianti.
Teatro quasi esaurito, nonostante tante avversità, un successo straordinario, una direzione impeccabile con tanti applausi scroscianti per tutti ( sono stati concessi alcuni bis fra cui lo struggente Ave Verum Corpus sempre di Mozart); una serata indimenticabile e al termine del concerto moltissime persone (ecco qui veramente ci sono state imperdonabili assenze!), si sono soffermate in teatro per parlare e congratularsi con i coristi e ricordare; grazie a Dio, grazie a tanti amici, la storia continua e noi, nonostante tante amarezze, saremo ancora una volta a raccontarla, come facciamo da 50 anni, affinchè le nuove generazioni non dimentichino questa tragica parentesi che colpì la nostra cittadina.












