Borgo San Lorenzo

Borgo, le primarie e gli Usa. Una riflessione…

Borgo, le primarie e gli Usa. Una riflessione...

Da Giovanni Incagli, stimato professionista ed attento osservatore della politica mugellana e borghigiana, riceviamo e pubblichiamo questo interessante spunto di riflessione. Certi che susciterà un proficuo dibattito tra le varie anime della politica locale:
 
È dal 1912 che negli Stati Uniti si svolgono le primarie per l’elezione del presidente. Quel processo lungo e tormentato, che inizia un anno prima della scadenza elettorale, in quel paese rappresenta un fondamentale passaggio di democrazia partecipata.
 
Nel nostro paese invece i primi timidi esperimenti di primarie debbono farsi risalire alla scelta dei candidati del centro sinistra per le elezioni amministrative del 2005 e dopo pochi mesi, in maniera più organizzata, per la scelta del candidato premier da proporre sempre per lo stesso schieramento politico.
 
In maniera curiosa, come spesso accade nel nostro paese, è stato proprio ad opera di quella parte politica, un tempo meno incline al riconoscimento dei meriti democratici dell’America, che è venuta l’accettazione delle primarie quale segno estremo di democrazia partecipata. Non v’è dubbio che debba essere salutata positivamente la scelta di questo metodo proveniente da oltre oceano per la scelta di un candidato politico.
 
Ma (c’è sempre un ma) la democraticità di tale sistema risiede anche nelle regole imposte a chi vuol partecipare. Regole locali, fatte ad personam, avviliscono e forse annullano il valore di questo presidio democratico; diventando l’ennesimo mezzo di imposizione del candidato prescelto dal gruppo dirigente che scrive le regole.
 
Regole scritte a livello nazionale, valide sul tutto il territorio, per chiunque voglia partecipare ad una tornata elettorale pubblica, sono la miglior garanzia perché questo istituto rappresenti veramente un passaggio democratico nella formazione della volontà popolare. Abbiamo avuto notizia da qualche giorno che il 9 marzo si svolgeranno anche nel nostro Comune le “primarie”.
 
Notizia resa più interessante dalla conferma che quelle saranno “primarie di coalizione”, che vuol solo dire che vi potrà partecipare anche il candidato socialista e non solo quelli iscritti al Partito Democratico. Detta così sembrerebbe un’apertura democratica che ha quasi dell’incredibile per il PD locale e che lascia quasi imbarazzati rispetto alla monoliticità vista fino ai giorni nostri.
 
Verrebbe veramente da pensare ad un cambiamento che seppur tardivo risulterebbe comunque sempre ben accetto, ma (c’è sempre un ma) … le regole saranno locali ed ad personam? 
Giovanni Incagli

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