Un bell’articolo, del nostro collaboratore Aldo Giovannini, che ricostruisce la storia della Cooperativa San Lorenzo, uno dei negozi storici di Borgo San Lorenzo, fondato nel 1919. Buona lettura: Portiamo a conoscenza di tutti i soci della Cooperativa “San lorenzo – Pam” di Borgo San Lorenzo che domenica prossima 27 maggio 2012, con inizio alle ore 9,30, avrà luogo nella saletta delle conferenze della stessa cooperativa in piazza Gramsci 14, l’annuale assemblea generale dei soci (art. 27 c.2 dello Statuto Sociale), per discutere il seguente ordine del giorno: approvazione del Bilancio di Esercizio chiuso al 31 dicembre 2011 e relative delibere; Relazioni attività sociali; Varie e/o eventuali. Fra pochi anni, nel 2019, la gloriosa – è proprio il caso di scriverlo – Cooperativa San Lorenzo taglierà il traguardo dei 100 anni di attività commerciale con orgoglio e grande senso civico e sociale per tutto quello che è stato il suo lungo cammino in un settore vitale come è appunto la vendita e la il commercializzazione di generi alimentari in primis e successivamente in altro oggettistica. Certo che nel 1919, dopo una disastrosa guerra (1915/1918), che causò morte, lutti e miseria, e successivamente (i mali non vengono mai soli), l’altrettanto disastroso terremoto del giugno del 1919, la piccola cooperativa nella sua prima sede in via Giotto e successivamente in piazza Montanara, poi piazza Adua (attualmente piazza Gramsci), con una amministrazione oculata, accorta, severa, grazie anche a personaggi dell’area cattolica borghigiani di una onestà adamantina, riuscì con non pochi sacrifici ad andare incontro a tante povere famiglie e soddisfare sempre una più vasta clientela che nel corso degli anni si avvicinava al piccolo spaccio borghigiano. Durante il ventennio fascista, su imposizione dei gerarchi locali, dovette cambiare anche la vecchia denominazione (infatti nacque come “Cooperativa Popolare”), poiché la denominazione era accostata al partito popolare di don Sturzo, cambiandola quindi in “San Lorenzo” in onore del Santo Patrono che certamente non aveva… addentellati politici!! Con la guerra, la fame e la miseria, la Cooperativa riuscì con lungimiranza, nonostante tantissime difficoltà facilmente intuibili, nel continuare la sua strada e in quel periodo è ben vivo il ricordo di quando i poveri andavano quasi di nascosto a prendere il pacco con le derrate alimentari e i tanti bambini e bambine potevano usufruire gratuitamente delle colonie estive approntate a Villa Brocchi. Da quel brutto periodo di strada ne è stata fatta, e tanta; le cose sono cambiate, e nei tempi cosiddetti moderni con l’avvento di grandi cooperative di ordine addirittura nazionale e la sparizione delle piccole botteghe alimentari, la Cooperativa è sempre andata avanti, senza timori, con semplicità e grande senso del dovere, ingrandendo notevolmente il negozio dove, se non andiamo errati ci sono quasi 30 dipendenti, dei due iniziali nel lontano 1919. Non è male per uno spaccio che iniziò tanti anni orsono (come ci ricordavano anni orsono alcuni soci anziani), con una botticella di aringhe, qualche scatoletta di conserva di pomodoro, vinello di dietro Sieve e tanti fagioli. Queste sono le cose da conservare, in un paese che ha totalmente perso, la sua identità storica. Buon proseguimento cara “Popolare” e avanti così. (A.G.) Foto 1 (in alto): La Cooperativa San Lorenzo nella sede di piazza Gramsci (1949) dopo la seconda guerra mondiale (clicca per ingrandire).
Foto 2 (qui sopra): La Cooperativa San Lorenzo dopo 40 anni (1989) con il negozio allargato ed ampliato. (Foto tratte dal libro “Caro Vecchio Borgo” – anno 1989)












