‘Il comune ci ha amareggiato’. Lettera aperta della Fondazione Umberto I, proprietaria dell’immobile dell’ex Chino Chini, a Borgo, costretta a chiudere i battenti per l’arrivo di una cartella di Equitalia:
– Al Sindaco– Al Consiglio comunale– A tutti i cittadiniLa storia della Fondazione Umberto I, proprietaria dell’immobile ex Chino Chini a Borgo San Lorenzo, è una storia che si è sempre caratterizzata per il servizio offerto al Bene comune fin dal 1903, quando nasce come ospizio per i poveri e diviene poi orfanotrofio per le giovani del Mugello. Ha ospitato per circa 50 anni prima la scuolaTornabuoni poi l’istituto Chino Chini, con affitti prima del Comune e poi della Provincia, sempre molto ridotti. Dal 2010 al 2011 si è messa a disposizione del Comune, a titolo gratuito, per ospitare la Facoltà di Scienze Infermieristiche, mentre era in ristrutturazione l’immobile dell’ex-pretura, sede ufficiale della facoltà.Nel 2012 l’istituto Chino Chini lascia definitivamente la struttura. Nel 2013, a febbraio, fulmine a ciel sereno, il Comune di Borgo San Lorenzo invia accertamento, per arretrato ICI, di circa 110.000 euro, tra imposta arretrata ed interessi di mora (noi ci eravamo informati presso l’ufficio negli anni precedenti e ci era stato risposto che le scuole non dovevano pagare). Abbiamo chiesto spiegazioni al Comune, a cominciare dal fatto che riferendosi l’imposta al 2008-2011, tale accertamento non sia stato fatto prima, quando cioè ancora la Provincia aveva in affitto i locali per il Chino Chini, e in tal caso avremmo potuto tener conto dell’onere in più in modo da rivalersi sulle quote di affitto, veramente modeste. Abbiamo anche domandato se fosse possibile avere riduzione di aliquota ICI, in quanto ospitante una scuola pubblica, e ancora se fosse stato possibile avere una riduzione d’interessi di mora. Le risposte sono state sempre NEGATIVEAncora peggio, quando nel maggio 2013 abbiamo avanzato richiesta di rateizzazione l’ufficio dei tributi ha preteso una fidejussione,con ulteriori aggravi, senza peraltro tener conto che ad oggi nessuno fa più fidejussioni bancarie o assicurative. In ultimo, mentre eravamo in attesa di risposta, l’ufficio tributi senza nemmeno avvertirci ha inviato la nostra pratica ad Equitalia.Un atteggiamento, quello del Comune che ci ha fortemente amareggiato. Credevamo che in questi 110 anni di servizio al Comune e alla Comunità locale avessimo maturato il diritto non certo di avere favoritismi, ma almeno l’opportunità di dialogare e discutere con le Istituzioni per trovare una soluzione corretta e possibile. Invece abbiamo riscontrato solo un atteggiamento burocratico.In questi ultimi anni molti sono stati gli alunni e le famiglie aiutate con contributi dalla Fondazione attraverso borse di Studio, concorsi annuali, buoni scuola o donazioni. Abbiamo illuminato e restaurato la statua di Cristo Re, in viale della repubblica, abbiamo ritrovato e fatto restaurare un prezioso affresco di Galileo Chini ed in ultimo, ma non meno importante un membro della famiglia Pecori Giraldi ha voluto donare un prezioso vaso delle manifatture Chini al museo di villa PecoriDi contro nel marzo 2014 l’arrivo della cartella di Equitalia ha decretato la morte della Fondazione. Si poteva fare solo così? Noi siamo convinti di no e crediamo che l’Amministrazione comunale non abbia tenuto conto di quanto la Fondazione ha operato per i cittadini di Borgo e non solo.Nell’esprimere per questo un grande rincrescimento, ringraziamo tutti coloro che ci hanno sostenuto in questi anni e inviamo un caro saluto a tutti coloro con i quali abbiamo collaborato e a tutte le persone che anche minimamente abbiamo potuto aiutare.












