Volentieri rilanciamo la riflessione che il sindaco di Vaglia, Leonardo Borchi, affida a Facebook. Il tema è la disciplina dei lavori pubblici e le modalità che anche un piccolo comune deve seguire:
In aprile è uscito il nuovo codice degli appalti per gli enti pubblici. Per rendere il tutto più trasparente, quindi arginare la corruzione, semplificando. Lo sapete che, da quando è entrato in vigore, negli enti pubblici si sono stretti ben il 70% di contratti in meno? In parte è dovuto al fatto che una legge nuova ha bisogno sempre di un periodo di collaudo, che passa proprio attraverso l’esperienza, la presa di posizione di corti, giudici, esperti: giurisprudenza appunto. Ma in parte questo succede perché le procedure si sono complicate, i divieti aumentati. Ho da rifare il tetto alla cappella mortuaria di Paterno? Ci sono i soldi in bilancio (13.000 €) ma non posso chiedere a 4/5 ditte dei preventivi e poi scegliere la migliore offerta. No, devo fare una gara con tanto di capitolato, disciplinare e pubblicarla sul mercato on line. Poi devo fare una commissione, che costa, che valuta le offerte e si mangia qualche settimana di tempo. Poi posso fare l’aggiudicazione provvisoria, ma non il contratto se non dopo 35 giorni, tempo in cui le altre ditte possono fare ricorso. E se succede, che qualcuna si metta di traverso, allora ho perso la strada per tornare a casa ed a Paterno il tetto alla cappella, se va bene, lo vedranno l’anno di poi. Ma non è finita. Perché devo aspettare che i vari enti mi inviino i certificati obbligatori di legge, che riguardano la ditta vincitrice, relativi ai contributi pensionistici dei propri dipendenti, ai carichi pendenti del titolare, ect… E passano settimane e qualche volta mesi. Se poi ti accade che quel certificato penale non è del tutto pulito …..non sai se devi escludere l’impresa dalla commessa. Se hai chiamato il trombaio per riparare la caldaia che era andata in blocco e questi ha fatto un buon lavoro soddisfacendoti: “Quasi, quasi gli faccio sistemare anche il lavandino che perde!”. Di buon senso: le referenze contano, se poi l’ho sperimentato di persona ancor meglio. Un buon senso che non vale per le amministrazioni pubbliche: se chiami sempre i soliti, ancorché bravi ed economici, a fare i lavori, allora vuol dire che siete amici di merende e fate a mezzo. E sarà stato e sarà anche così, a volte, ma invece di mettere in atto operazioni mirate e penalizzanti per quei pochi (statisticamente) spari su tutti e castighi un intero sistema. Meno regole, chiare responsabilità, carriera per merito e pena certa per chi sbaglia. Chiedo troppo!? Nota bene: le regole le mettono il parlamento ed i consigli regionali. Gli enti locali, tipo i comuni, non possono legiferare. Anzi le leggi le subiscono ed al massimo regolamentano procedure su una legge già varata. Abbiamo capito di chi è la responsabilità primaria?












