Contributo di bonifica e ricorsi. La Comunità Montana Mugello, in riferimento ad alcuni articoli apparsi sulla stampa nei giorni scorsi, precisa quanto segue in merito all’interpretazione dell’orientamento della Commissione Tributaria Provinciale. Che ha respinto alcuni ricorsi e ne ha accolti altri:
La recente sentenza della Sezione n.16 della Commissione Tributaria Provinciale di Firenze che ha accolto il ricorso di un gruppo di 9 contribuenti va letta in un contesto più ampio e chiaro se si vuole darne una corretta interpretazione:
1) il ricorso collettivo in questione non è stato di “un gruppo di ricorrenti di tutto il Mugello” ma di appunto 9 contribuenti, di cui 8 residenti a Dicomano e 1 a Vicchio.
2) questa ultima sentenza non ha reso finalmente “univoca” la posizione della Commissione Tributaria Provinciale. Infatti, all’interno della Commissione Tributaria operano varie e distinte Sezioni (oltre una decina) ed i 32 ricorsi sono stati assegnati a Sezioni diverse (almeno 7). I tre ricorsi sinora trattati nel merito di cui è stata resa pubblica la sentenza si sono svolti dinanzi a tre Sezioni diverse ed hanno avuto esito completamente difforme: una Sezione si è pronunciata per l’inammissibilità del ricorso collettivo, un’altra per il rigetto del ricorso e un’altra ancora invece per il suo accoglimento. In questo contesto è quindi improprio parlare di inversioni di tendenza nella giurisprudenza della Commissione o di sua posizione univoca.
3) la recente sentenza del 6 dicembre 2010 dà ragione alla Comunità Montana e sottolinea che “costituendo il contributo di bonifica una forma di finanziamento di servizio pubblico attraverso l’imposizione dei relativi costi sull’area sociale che da tali costi ricava, nel suo insieme, un beneficio, non deve, necessariamente, sussistere un’esatta corrispondenza costi-benefici sul piano individuale”; come dire, più che di beneficio del singolo proprietario occorre fare riferimento al beneficio territoriale complessivo.
4) è improprio e fuorviante sostenere che il contributo di bonifica sia “una sostanziale duplicazione dell’Ici”: questa imposta colpisce gli immobili urbani e le sue entrate vanno ad incrementare in maniera indistinta i fondi a disposizione dei Comuni. Il contributo di bonifica è invece un contributo, appunto, che riguarda anche i terreni e finanzia in maniera diretta ed esclusiva la manutenzione delle opere idrauliche, dei fiumi e dei corsi d’acqua minori finalizzata alla salvaguardia del territorio ed alla tutela ambientale del territorio. Come la Comunità Montana impiega annualmente i soldi raccolti dalla contribuenza è stabilito da un dettagliato programma proposto ai Comuni prima dell’emissione degli avvisi di pagamento e la sua è quindi un’attività trasparente e verificabile dai contribuenti e dalle istituzioni locali.
5) alla luce di quanto detto la CM, per ragioni di coerenza e di equità, sta adottando gli atti per ricorrere in appello contro l’unica sentenza al momento avversa.
6) Resta il fatto che su un totale di circa 33mila contribuenti, coloro che hanno presentato ricorso (individuale o collettivo) sono stati 111, ossia lo 0,33%. Questo dimostra che è alto nei cittadini il grado di percezione e di apprezzamento dell’attività della CM volta a garantire un costante monitoraggio idrogeologico e la manutenzione dei corsi d’acqua, comprovato nei numeri dal 90% di contribuenti che paga regolarmente il contributo.
7) Infine, si sottolinea il fatto che contrastare giudizialmente i ricorsi comporta inevitabilmente per la CM dirottare in altre direzioni risorse finanziarie e umane, con un duplice effetto: riduzione degli interventi di bonifica sul territorio e aumento dei costi di gestione a carico dell’intera collettività.












