Mercoledì 30 dicembre 2009, ricorre il 66° anniversario del tragico bombardamento aereo su Borgo San Lorenzo avvenuto il 30 dicembre 1943, che causò la morte di 109 compaesani (non oltre 300 come è stato scritto in altro giornale!), in una delle pagine più dolorose della storia del secolo scorso del nostro Mugello dopo il tremendo terremoto del 1919.
Nella Foto – La lapide in ceramica che ricorda i caduti del bombardamento aereo del 30 dicembre 1943.
Saranno organizzate le tradizionali cerimonie civili e religiose, con il corteo per deporre una corona d’alloro al Monumento alle Vittime Civili in piazza del Poggio e successivamente la Santa Messa in suffragio nella Pieve di San Lorenzo alla presenza di tutte le autorità civili, amministrative, militari, religiose e delle diverse associazioni combattentistiche e d’arma.
In questa particolare occasione vogliamo evidenziare un aspetto significativo e del tutto inusuale nel ricordo di questo tragico evento (Il compianto Prof. Mario Bini a cui è stata dedicata una grande mostra e un convegno a cento anni dalla nascita, ne sarebbe stato oltremodo felice ed orgoglioso), cioè l’innalzamento di un cippo con una targa in ceramica collocato davanti ad un nuovo edificio fra via Giotto Ulivi e il viale IV Novembre, proprio nel punto in cui le bombe polverizzarono alcune edifici, fra cui il leggendario Circolo Ricreativo dell’U. S. Velox, provocando la morte in quel luogo di circa 30 persone fra cui tutta la famiglia Poli: nonno, nonna, padre, madre e due figli.
In un periodo dove targhe e lapidi, monumenti e cippi, che hanno scolpito nel loro elemento (bronzo, pietra, cotto), la storia patria, sono dimenticati, fatiscenti, abbandonati, divenuti in certi casi anche ricettacoli, il professionista borghigiano che ha progettato questo edificio, ha voluto conoscere la storia, quello che avvenne in quel luogo, progettando una seduta davanti all’ingresso dove è stato posizionato questo cippo in ceramica con scolpite poche ma sentite parole: “- In memoria di coloro che qui perirono nel corso del bombardamento aereo del 30 dicembre 1943- “.
A distanza di anni, dove la memoria è ormai sepolta dalle bombe, l’osservare questo piccolo cippo, dove i giovani si fermano a leggere le parole con insufficienza e qualche volta con sarcasmo (ne siamo stato testimoni con altri amici borghigiani), personalmente a noi fa immensamente piacere e ringraziamo coloro che lo hanno voluto innalzare; un piccolo segno che forse tutto non è perduto. Il nostro indelebile ricordo, dopo 66 anni, verso quei 109 compaesani, compresa una nostra giovane cugina, che versarono il loro sangue in una delle pagine più tragiche della nostra storia.
Nella Foto – Il nuovo edificio dove è collocata la lapide fra via Giotto Ulivi e il viale IV Novembre













