Vaglia

Bivigliano. Retromarcia sui fondi, ma non ci sono smentite ufficiali

Bivigliano e Firenzuola, arrivano i fondi. Per la frana e il ponte sul Diaterna

È polemica a Vaglia, sulla disponibilità dei fondi per la frana di Bivigliano. Anzi, più che altro sembra che ci si trovi davanti ad una brusca frenata e retromarcia rispetto alle aspettative che nei giorni scorsi si erano generate dopo un articolo apparso su La Repubblica. Articolo nel quale al consigliere delegato alla Viabilità della Città Metropolitana, Massimiliano Pescini (sindaco di San Casciano), venivano attribuite affermazioni secondo le quali la gara per i lavori di ripristino sarebbe stata lanciata entro la metà di maggio. Un annuncio che in paese era stato accolto con favore ed entusiasmo, ma anche con un pizzico di ‘scetticismo’ e la volontà di non cadere in facili entusiasmi, almeno fino a che i lavori non inizieranno concretamente. La vicenda della frana, lo ricordiamo, si trascina dal maggio del 2013. E ora una drastica accelerazione l’ha causata la mobilitazione del paese e delle associazioni, in testa la Pro Loco Vaglia-Mugello. Nelle scorse settimane, infatti, proprio a Bivigliano si tenne un’assemblea molto partecipata; durante la quale si decise di costituire un comitato per chiedere, finalmente, il ripristino della Provinciale 103. L’annuncio di Pescini ( o presunto tale ) era stato accolto con favore da chi per il ripristino della frana si era speso, e molto. Sia da Sandro Corona (presidente della Pro Loco e coordinatore delle Pro Loco del Mugello) che dal sindaco Borchi che, pur più prudente, scriveva: “Se va a gara, vuol dire che è finanziata: che ci sono i soldi in bilancio. La cui mancanza è stata l’unico e sostanziale impedimento per l’intervento di ripristino. Detto da tutti, tecnici e politici”. Ora però Borchi, dopo aver parlato con Pescini, precisa che la situazione non è cambiata di una virgola rispetto ai mesi scorsi. E che i soldi continuano a mancare. E, ancora, che la richiesta di fondi alla Regione (datata 2014) non avrebbe ancora avuto esito). Tutto starebbe, pare, in un banale errore del giornalista di Repubblica. Ma, domandiamo, se la Repubblica davvero ha pubblicato notizie errate, perché non è arrivata nessuna smentita ufficiale? Perché si continua a lasciare la situazione di Bivigliano nel limbo del sentito dire? Ci piacerebbe avere delle risposte

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