Parliamone

Biomasse, la cronostoria delle ultime settimane. Parliamone, di domenica

Petrona. Chiusa la raccolta di firme: quota 7264

Questa settimana l’editoriale di OK!Mugello ospita un contributo del Comitato contro la Centrale a Biomasse di Petrona. Ossia la loro ricostruzione (documentata) degli ultimi avvenimenti. Un nostro modesto contributo alla discussione e alla riflessione, in vista anche della prossima manifestazione:

Cari tutti, queste ultime settimane sono state ricche di novità e iniziative da parte del Comitato. Dall’iter autorizzativo per l’impianto di produzione di pellet al blocco dei lavori per la realizzazione della centrale a biomasse, il sindaco Ignesti e l’assessore Recati hanno più volte rilasciato interviste che difendevano l’operato dell’Amministrazione Comunale di Scarperia che sarebbe volto a dare spazio alle iniziative economiche e allo stesso tempo tutelare gli interessi comuni. Il Comitato è di tutt’altro avviso, ma abbiamo deciso di postare su questa pagina di discussione un riepilogo dei semplici “fatti” accompagnati dai documenti che li attestano senza aggiungere commenti. In questo modo, ognuno sarà libero di formulare la propria valutazione delle ultime vicende. Lunedì 21 dicembre Tenevamo sott’occhio l’atto dirigenziale n. 2410 del 23/06/2014 (documento qui) con il quale l’allora Provincia aveva concesso l’autorizzazione alla costruzione e messa in servizio della centrale a biomasse di Petrona. Dall’esame attento, vista la proroga ricevuta(documento qui), dagli atti emergeva la data ultima per iniziare i lavori di costruzione: il 28 dicembre 2015. Tuttavia, era anche evidente, nelle stesse prescrizioni, l’obbligo di comunicare almeno 7 (sette) giorni prima la data d’inizio lavori. Quindi il termine ultimo per presentare quella dichiarazione sarebbe stato il 21 dicembre 2015. Ecco, due date, ed un lasso di tempo, che avevano attirato la nostra attenzione. Giovedì 24 dicembre. E’ la vigilia di Natale, ma decidiamo di agire lo stesso. Chiedo a Viviana Rossi di fare una richiesta di accesso agli atti per verificare se Renovo avesse presentato la richiesta 7 giorni prima. La risposta è incredibile alle ore 12:17:43 di mercoledì 23 dicembre, arriva la “dichiarazione di inizio lavori”, inoltrata con un “messaggio di posta certificata” da Renovo Bioenergy Scarperia s.r.l. alla Città Metropolitana di Firenze ed al Comune di Scarperia e San Piero. Questa richiesta verrà protocollata il giorno successivo(documento qui). Non ci accontentiamo. Di corsa, prepariamo una richiesta per inoltrare un “formale diffida” ad iniziare i lavori di costruzione della centrale, alla società proponente, in considerazione del ritardo riscontrato nella spedizione proprio della “dichiarazione di inizio lavori”. Così, Viviana torna negli uffici comunali e presenta questa nuova istanza(documento qui). Non ci fidiamo e la stessa verrà inoltrata anche per “posta certificata” alla Città Metropolitana di Firenze. Lunedì 28 dicembre. Sarà una giornata spesa sul campo, nelle vicinanze dell’area P.I.P. di Petrona. E’ questo il giorno in cui avrebbero dovuto iniziare i lavori. Nebbia fittissima, umidità e freddo sono gli unici attori che sono presenti. E’ comunque certo che i lavori non sono iniziati. Facciamo delle foto e le certifichiamo. Alle ore 13:49, arriva la risposta a firma del Sindaco di Scarperia Ignesti (documento qui) con cui si afferma che la “formale diffida” non deve essere inviata all’Amministrazione Comunale in quanto l’autorizzazione è stata concessa dalla Città Metropolitana e comunica di aver provveduto a inoltrare la diffida a tale ente. Ritenendo che le questioni di tutela del territorio e di materia urbanistica siano di competenza anche del Comune, rispondiamo al Sindaco (documento qui). Martedì 29 dicembre. Di prima mattina, attorno alle 7:30, con meno nebbia, ci troviamo nel cantiere ancora deserto decidiamo di fare altre foto della zona e le facciamo certificare (documento qui). L’area risulta vuota, nessuna presenza di mezzi e operai, il cantiere non è stato aperto, i lavori non sono iniziati. Poi, alle 8:05 arrivano i primi mezzi. Si pensa che il nostro essersi dati da fare non sia servito a niente. Rabbia e amarezza. Cerchiamo di capire chi siano quegli individui con i loro mezzi. Le targhe dei veicoli indicano MN (Mantova). E’ la ditta incaricata di eseguire la costruzione della centrale. Non possiamo attendere. Una azienda del luogo ci ospita, mettendoci a disposizione i propri uffici. Chiamiamo la Polizia Municipale, il distaccamento di Scarperia e San Piero. Ore 8:45, risponde una vigilessa. Chiediamo un intervento per verbalizzare cosa stesse accadendo, identificare quelle presenze ed accertare a quale titolo e dietro quali accordi fossero presenti in quell’area. Cortesemente, ci invita ad inoltrare la richiesta per posta elettronica. Lo facciamo all’istante, con l’invio anche della carta d’identità del Presidente del Comitato, Alessandro Marucelli, che ha formalizzata la richiesta (documento qui). Ora tutti nel P.I.P., non siamo molti, una decina. Ma in tanti chiamano, s’interessano, li sentiamo con noi. Qualcuno, percorrendo la strada fra San Piero e Borgo, rallenta e ci saluta, ci incoraggia. Fotografiamo e filmiamo. Ore 10:25, arriva la Polizia Municipale. Svolgono gli accertamenti di rito. Faranno un verbale. Ore 11:00, la ditta incaricata di iniziare i lavori abbandona la zona. Guardiamo la recinzione e leggiamo il cartello che hanno affisso in quelle due ore(documento qui) con la scritta “inizio lavori 28 dicembre 2015) e rimaniamo sconcertati. Ancora non sappiamo cosa stia accadendo sul fronte amministrativo. Alle 13:00, più o meno, sul sito del Comune compare la notizia dell’avvio di revoca dell’autorizzazione a costruire rilasciato, dalla Città Metropolitana di Firenze, alla società Renovo Bioenergy Scarperia s.r.l.. Il documento (documento qui), inviato anche alla ditta stessa, reca la data del 28 dicembre. Era, quindi, conosciuto già dal giorno prima. Inspiegabile, pertanto, l’aver fatto giungere quegli operai in zona, in aperta violazione di un provvedimento. Altrettanto inspiegabile che il Comune abbia pubblicato quel provvedimento sul proprio sito con colpevole ritardo, dopo l’intervento dei Vigili chiamati dal Comitato, come del resto recita il verbale da loro redatto (documento qui) – (allegati). Mercoledì 30 dicembre. La nazione pubblica un articolo con cui si spiega l’accaduto, la nostra interpretazione dei fatti e quella del sindaco Ignesti: il merito della vigilanza è tutto dell’amministrazione comunale, la ditta si è mostrata semplicemente un po’ superficiale, ma i contratti di approvvigionamento ci sono tutti! Lunedì 4 gennaio. Inviamo alla Città Metropolitana un atto di diffida (documento qui) per invitarla a revocare l’avvio della procedura di revoca dell’autorizzazione e procedere immediatamente alla presa d’atto della decadenza dell’autorizzazione stessa per mancato rispetto delle prescrizioni imposte: comunicazione dell’avvio dei lavori almeno 7 giorni prima e documentazione del piano di approvvigionamento delle biomasse. La nostra diffida è stata poi inoltrata alla Regione Toscana a cui 1° gennaio 2016 sono trasferite le competenze in materia di formazione, agricoltura, difesa del suolo, caccia e pesca, rifiuti, tutela della qualità dell’aria e delle acque, inquinamento acustico ed energia, autorizzazioni Aia, Vas, Via, aree protette, osservatorio sociale, in precedenza svolte dalle Province e dalla Città Metropolitana. Ancora non abbiamo ricevuto risposta, nonostante un successivo sollecito. Lasciamo a voi la valutazione di questi fatti. Comitato contro la Centrale a Biomasse di Petrona

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