Scarperia e San Piero

Biomasse. ‘Ignesti assente al dibattito’. E il blog attacca

Previsioni confermate. Ignesti presidente dell'Unione dei Comuni

Ieri sera (mercoledì) su Tele Iride c’è stato un dibattito sulla futura centrale a biomasse di Petrona. Dibattito dal quale, però, era assente il sindaco di San Piero e Scarperia, Federico Ignesti. C’era invece, in rappresentanza dell’amministrazione, l’assessore Recati. Ecco la cronaca così come è stata pubblicata dal blog Il Dado:

Ieri sera c’è stato un dibattito a Teleiride sulla centrale di Petrona. Ci avevano detto che ci sarebbe stato il Sindaco Ignesti. Ancora una volta ha declinato l’invito. Era presente l’Assessore Recati che ringrazio per l’ennesima volta, perché sembra che di tutta la Giunta sia l’unico a metterci la faccia. Ovviamente siamo su prospettive assai lontane. Lui che continua a minimizzare l’impatto e dare tutta la responsabilità al soggetto privato il quale, guarda caso, si propone come nostro interlocutore. Noi che, forse troppo buoni, continuiamo a evidenziare tutte le criticità ambientali a partire dalla Conferenza dei Servizi. Il dibattito ha visto presenti anche il Consigliere Cipollone della Lista Civica Idea 2.0 e un Consigliere del Comune di Rufina, Andrea Barucci, nonché il Sindaco di Calenzano, Alessio Biagioli. Naturalmente Rufina e Calenzano erano lì come esperienze già consolidate di centrali a biomasse. Mentre per la centrale di Pomino, nel Comune di Rufina, è stato facile dichiarare che il confronto è improbabile (centrale che brucia solo 700 tonnellate di biomasse legnose all’anno e produce solo energia termica per riscaldamento e acqua, offrendo a tutta la frazione un notevole miglioramento rispetto ai precedenti combustibili, troppo costosi e maggiormente inquinanti), per Calenzano la situazione risulta più simile a quella prevista per Petrona. Ma ci sono dei distinguo: 1) la centrale offre teleriscaldamento ad utenze pubbliche a cui è destinata tutta la produzione di energia termica 2) la produzione elettrica è decisamente più bassa (meno della metà) 3) l’impianto è spesso sotto utilizzato 4) la quantità di biomassa per Calenzano è di 15.000 tonnellate all’anno, per Petrona, come dichiarato dal dott. Arvati, essendo l’impianto necessariamente vincolato a quello di produzione di pellet, si arriva a 96.000. 5) il bilancio delle emissioni è stato dichiarato positivo e bisognerebbe però capire quali utenze civili e industriali è andato a sostituire. Detto questo ci terrei a sottolineare una certa incoerenza rispetto ad una questione che riteniamo centrale: quella della sostenibilità imprenditoriale del progetto. Alle affermazioni circostanziate e provate da parte dell’ottimo Gianni Frilli, riguardo alla mancanza di biomassa e al costo eccessivo della stessa, come testimoniato dalla stessa comunicazione di Ibionet, è stato risposto che è un problema imprenditoriale e che quindi non riguarda l’Amministrazione. Diciamo che è una verità a metà e, come detto più volte, le mezze verità sono delle totali menzogne. Al minuto 28 della seconda parte dell’incontro c’è un’affermazione che riconduce tutta la questione al problema della sostenibilità economica e che, purtroppo, a causa dei tempi ristretti nostra disposizione, non abbiamo potuto portare ad evidenza: la centrale di Selvapiana, nel Comune di Rufina, malgrado tutte le criticità ambientali che i vari comitati hanno sempre evidenziato, è entrata in crisi e, quindi, è stata rimossa dal Piano Regionale Rifiuti, a causa della sua insostenibilità economica. Questo ha portato alla dismissione dell’impianto il cui costo si aggira sui 3.000.000 di euro. Se la sostenibilità imprenditoriale di Petrona è già messa in seria discussione adesso, a causa dell’inconsistenza della simulazione effettuata e a fronte delle evidenze portate da Ibionet, perché l’Amministrazione non ferma tutto e richiede una effettiva pianificazione dell’approvvigionamento con contratti, costi, distanze e durata negli anni (il progetto dura almeno 20 anni)? Non si possono sempre deridere le posizioni del Comitato, che sono regolarmente informate e dettagliate, per poi cascare in queste totali contraddizioni. Carissimi Recati e Biagioli, non è come chiedere ad un calzaturificio la garanzia sulle scarpe vendute. Un’ultima notazione sulla conduzione da parte di Vignolini che ha scatenato più di una protesta da parte di membri del Comitato. Personalmente non ho patito i modi del giornalista di Teleiride. Metto nel conto di andare in un contesto dove le Istituzioni sono più tutelate di un Comitato: noi siamo visti come quelli del “no sempre e comunque”, le Istituzioni sono quelli seri e che rappresentano la cittadinanza. In realtà dobbiamo insegnare ai giornalisti che siamo molto più seri di quello che pensano. E non lo possiamo fare lamentandoci del fatto che ogni tanto ci tolgono la parola. Forse dobbiamo imparare a rivendicare più spazio portando argomenti maggiormente capaci di colpire l’attenzione sia del pubblico che dei media. Nello specifico, avendo davanti l’Amministrazione, sottolineare in maniera assoluta che l’assenza del Sindaco è l’ennesima dimostrazione di come tutta la vicenda sia stata gestita senza alcun rispetto della cittadinanza, sarebbe stata la miglior argomentazione. Così come, probabilmente, ribattere su tutto l’iter autorizzativo e sulle numerose presunte irregolarità alle quali, ancora oggi, dopo mesi, non abbiamo avuto risposta. Magari la prossima volta Vignolini ci darà più spazio Clicca qui per leggere il post sul blog Il Dado

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