Mugello

Biomasse. Filiera corta? Di Siena l’impresa che fornirà la maggior parte di cippato

Biomasse. Filiera corta?  Di Siena l'impresa che fornirà la maggior parte di cippato

C’ è polemica in questi ultimi giorni sui documenti presentati da Renovo al Suap (Sportello Unico Attività Produttive) dell’ Unione dei Comuni del Mugello. Documenti che erano stati richiesti dallo stesso ufficio, per approfondire (tra le altre cose) la sostenibilità e l’adeguatezza di un Piano di Approvvigionamento che dovrebbe garantire (per la produzione del pellet) il fabbisogno annuo di 96mila tonnellate di biomasse. Per le quali si è spesso parlato di regime di filiera corta. Ma, chi ha letto questi documenti, parla di testi che rimangono vaghi e indeterminati. Nei quali l’ unica impresa che ‘si sbilancia’ sulla quantità di legname che sarà effettivamente in grado di fornire è il ‘Gruppo Mauro Saviola S.R.L.’, peccato però che la sua sede sia a Radicofani (provincia di Siena, circa 120 chilometri dalla centrale). Gruppo che assicurerebbe (stando alle indiscrezioni) di poter fornire fino a 50mila tonnellate annue di ‘cippato di legno detannizzato’, senza però fornire garanzie sui luoghi e le zone di taglio o di trattamento del legname (se fosse trattato a Radicofani altro che filiera corta). E, se tutto sarà confermato, verrebbe a cadere anche il pilastro del ‘lavoro alle imprese locali’. Vedremo.

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