Il Comitato contro la centrale a biomasse di Petrona, dopo la pausa estiva, ha ripreso appieno le attività presenziando alle principali manifestazioni del Mugello. A seguire pubblichiamo la lettera di Sara Coppini, un attivista del Comitato, con il resoconto di quanto successo.
Caro Ok Mugello, all’indomani della fine dei bellissimi festeggiamenti del Diotto mi scaturiva inevitabile una riflessione. Già perché nell’ atmosfera festosa del paese, tra le colorate casacche dei diversi rioni, le bandiere variopinte o decorate dal giglio degli sbandieratori, il ritmico suono scandito dai tamburi e la fantastica coreografia dei figuranti, spuntava anche silenzioso ma potente lo striscione del comitato No Biomasse a Petrona. Presenza immobile e non molesta e tuttavia profondamente impattante. Avrei creduto in una reazione stizzosa o polemica di tanti ed invece c’è stato il capo chino o il borbottio isolato di pochi. Già perché la stragrande maggioranza dei presenti e degli Scarperiesi, leggeva e assentiva per un secondo con la testa, o con un sorriso triste, gli occhi(e per qualcuno anche le voci) che dicevano: “Che gran guaio”. Forse era meglio non percepire questa consapevolezza, questa amara presa di coscienza di tante persone che fino ad oggi sembravano ‘assopite’. E non in senso negativo perché parlando si avvertiva la buona fede, la convinzione dell’impossibilità che Federico, l’amico prima che il Sindaco, facesse questo al suo paese. Oggi per tante di quelle persone con cui ho scambiato opinioni (e da quel che ho visto al corteo direi anche per molte di più), Federico è tornato ad essere il Sindaco. Un figura lontana, solo politica.
Va riconosciuto che tutti eravamo impreparati e ‘ignoranti’ su cosa fossero e ciò che comportassero realmente queste famose biomasse. Ed il nome certo non aiutava a vedere in esse il diavolo. Ora però abbiamo ‘studiato’, letto, avuto relazioni di asl e altri organi tecnici. Abbiamo confrontato i fatti con le medesime realtà (agghiaccianti!) già presenti in altri paesi italiani e non. Ed il risultato di questo lavoro era in quello sguardo meditabondo e preoccupato. Già perché in tanti avevano i bambini per mano, altri erano nonni, zii, fratelli. Qualsiasi ritorno economico non può valere la salute di nessuno.
La speranza è che il prossimo lunedì il Sindaco Federico Ignesti, chiamato al Suap a decidere sul permesso per l’impianto a pellet, ci dimostri che qualcosa è cambiato anche nel suo modo di vedere e rispettare la volontà dei propri cittadini e degli altri abitanti della valle che già, mesi e mesi fa, con più di 7500 firme espressero un deciso no al progetto. Oggi i nomi su quei fogli sarebbero infinitamente di più.
Sara Coppini












