Alcune riflessioni di un cittadino mugellano dipendente del Consiglio Nazionale delle Ricerche Istituto di Biometeorologia (CNR IBIMET). Ecco la sua lettera:
Voglio premettere che ho una formazione forestale e ho lavorato per un periodo presso la ex Comunità Montana Mugello oggi Unione Montana dei Comuni del Mugello, occupandomi soprattutto di tagli forestali e vincolo idrogeologico. Ci tengo anche a precisare che durante la mia permanenza in quella sede ho maturato la convinzione che le biomasse possano essere una ottima alternativa ai combustibili fossili solo se adottate in modi e misure adeguati al territorio. Nei mesi passati sono stati fatti alcuni incontri e dibattiti sull’argomento anche alla presenza della Renovo spa, ditta proponente l’impianto, e in seguito alle loro presentazioni è nato anche un comitato contrario alla costruzione della centrale. Credo che molta parte della cittadinanza non sia a conoscenza dell’argomento “costruzione impianto” e soprattutto abbia poca se non nulla conoscenza in merito alle cosiddette “biomasse”. Per fare un poco di chiarezza vediamo il significato di biomassa: “Con il termine biomassa si indica generalmente un insieme di organismi animali o vegetali presenti in una certa quantità in un dato ambiente come quello acquatico o terrestre. In letteratura il concetto di biomassa viene spesso sviluppato e trattato in modo differente a seconda del contesto in cui è inserito. Le biomasse sono particolarmente importanti in due diversi campi quali quello ecologico e quello delle energie rinnovabili, dove rappresentano una fonte di energia di origine biotica”. (da wikipedia) “La massa totale…degli organismi viventi in un dato momento…” (da Terminologia forestale. Accademia italiana di scienze forestali”) Dunque una centrale a biomasse produce energia attraverso la combustione di materiale proveniente da organismi viventi, piante o animali. Nel caso della centrale di Petrona la combustione dovrebbe essere generata esclusivamente da materiale legnoso (vegetale). Non voglio in questa sede prendere in considerazione una serie di problematiche relative alla costruzione di impianti di questo tipo che comunque esistono e non sono di minore importanza: polveri sottili, gestione, costi sociali… Premesso tutto ciò la mia riflessione, che ho esposto anche pubblicamente nell’incontro presso il Palazzo dei Vicari di Scarperia e alla quale non fu data risposta (presenti Stefano Arvati amministratore delegato, un tecnico di Renovo spa, Ditte locali coinvolte, amministratori locali …) riguarda nello specifico il piano di approvvigionamento del materiale vegetale occorrente all’alimentazione della centrale stessa e alla produzione di pellets. Si tratta di ingenti quantità di legno da fornire ogni anno per almeno 25 anni (età minima dell’impianto !?): 90mila tonnellate per il pellets e 18mila tonnellate per la produzione di energia elettrica. La domande sono semplici e chiare per chiunque: 1. dove verrà reperito il materiale occorrente ogni anno e per tutti questi anni ? 2. Sul piano di approvvigionamento, ammesso che venga presentato, vengono specificate in modo dettagliato le particelle forestali dove verrà tagliato, diradato… , 3. Chi sarà l’eventuale valutatore del piano di approvvigionamento ? 4. In conferenza dei servizi è previsto un Ente terzo che possa valutare in assenza di interesse diretto ? 5. è stato considerato che esiste già una richiesta di legname da parte dei cittadini che si alimentano a legna e che presumibilmente continueranno a farlo ? 6. L’eccessivo prelievo di legna in zone a forte pendenza, la maggioranza dei nostri terreni appenninici, che conseguenze avrà dal punto di vista idrogeologico ? 7. Esistono altri impianti già in attività costruiti da Renovo ? Le domande che pongo non hanno mai avuto una risposta esauriente e chiara! Per concludere voglio attirare l’attenzione degli amministratori locali ricordandogli che uno dei loro primi obiettivi dovrebbe essere quello di salvaguardare il territorio e i cittadini che lo occupano. Purtroppo il Mugello non è un buon esempio di opere pubbliche ben costruite: TAV docet ! Giacomo Tagliaferri












