Rifondazione, Sinistra Ecologia e Libertà (Sel) sono numerose le reazioni indignate giunte alla nostra redazione per la vicenda del Lago di Bilancino; che sarebbe stato inquinato durante le lavorazioni per la costruzione della Variante di Valico.
Ecco due comunicati che sono giunti in redazione, il primo è di Sinistra Ecologia e Libertà. l’altro di Rifondazione (la domanda di attualità presentata dai Consiglieri Provinciali Calò e Verdi):
Sinistra Ecologia e Libertà:
Le indagini predisposte dalla Magistratura stanno dando corpo a quello che era un terribile sospetto: i materiali inquinanti provenienti dai cantieri della A1 stanno avvelenando le acque del cuore verde della Toscana. Trucchi burocratici e progettuali sono stati usati per intombare tra le montagne dell’Appennino sostanze tossiche mescolate a materiali di scavo. Gli sversamenti hanno interessato anche i corsi d’acqua e di riflesso il lago di Bilancino, fonte di approvvigionamento per gli acquedotti delle Province di Firenze, Prato e Pistoia.
Il danno subito sino ad ora, seppur potenzialmente enorme, risulta ben poca cosa rispetto a quanto accadrebbe se fosse realizzata l’area di Bellosguardo nel Comune di Barberino di Mugello, che sembra ideata apposta per nascondere 2 milioni di metri cubi di materiali di scavo. Per chi come noi da anni ha seguito l’iter di approvazione dei progetti per la realizzazione de ‘Il Gigante Brutto dell’Appennino’ le notizie di questi giorni sulle indagini della Procura per danni ambientali ed inquinamento preoccupano ma non sorprendono.
Già dalla scorsa legislatura i nostri rappresentanti regionali e locali si sono spesi per scongiurare la concretizzazione di quella che ci è sempre parsa una follia: la realizzazione della più grande area di sosta d’Europa a 2 Km da Barberino di Mugello, 36 ettari di area d’intervento, 9 ettari di superficie impermeabile (piazzali, edifici e viabilità), una valle di 21 ettari completamente riempita col materiale di scavo delle gallerie. In poche parole, una discarica di 2 milioni di metri cubi di famigerato ed inquinante smarino.
Il torrente che attualmente scorre nella Valle di Bellosguardo verrà intubato e servirà da drenaggio sia per l’area di servizio che per la discarica sotterranea. L’acqua piovana avrà modo dunque di percolare attraverso milioni di metri cubi di sostanze pericolose per terminare la sua corsa nell’invaso di Bilancino, invaso ideato per dare da bere ad un milione e duecentomila cittadini toscani. Non pare una buona idea.
Da sempre e ad ogni livello sosteniamo che opere di queste dimensioni devono essere progettate e realizzate solo tramite un percorso partecipato e condiviso con le popolazioni e le amministrazioni locali, la politica si deve fare garante del rispetto della salute dei cittadini e delle tutele ambientali e paesaggistiche.
Appare ormai conclamata l’inadeguatezza dei sistemi di controllo, nel caso specifico l’‘Osservatorio Ambientale’. Uno strumento finanziato da chi dovrebbe essere controllato e privo di qualunque potere sanzionatorio.
Crediamo indispensabile che tutti i livelli dell’amministrazione operino uno sforzo congiunto affinché i lavori del raddoppio autostradale e relativo smaltimento dei rifiuti siano affrontati garantendo i più alti livelli di salvaguardia dell’ambiente e della qualità della vita dei cittadini residenti e dei lavoratori impegnati nella realizzazione delle opere.
Occorre mettere a disposizione delle amministrazioni locali mezzi efficienti che consentano controlli puntuali e indipendenti. Indispensabile definire un forte potere sanzionatorio in caso di comportamenti scorretti.
Alla luce del lavoro della Magistratura e delle indagini svolte da Arpat e Corpo Forestale dello Stato crediamo necessario rimettere sul tavolo i progetti, riesaminare l’opportunità di un’opera che appare sempre più finalizzata solo e soltanto a nascondere sotto il tappeto 2 milioni di metri cubi di smarino.
Il nostro impegno sarà quello di portare, ancora una volta, l’argomento all’ attenzione dell’opinione pubblica, del Governatore, della Provincia e delle Amministrazioni locali affinché le opere siano realizzate nel rispetto delle norme, dei cittadini e dell’ambiente.
SINISTRA ECOLOGIA E LIBERTA’ – MUGELLO
Contatti: 320 7111639 – selmugello@gmail.com
Rifondazione Comunista
Oggetto: Inchiesta della Procura della Repubblica su reati ambientali nei lavori di realizzazione della Terza Corsia dell’Autostrada del Sole. Si profila un nuovo disastro ambientale per il Mugello. Situazione inaccettabile e incomprensibile: un territorio devastato dalle Grandi Opere. Perchè ancora una volta i controlli preventivi non hanno funzionato?
Domanda di attualità art. 39 del Regolamento del Consiglio Provinciale.
Apprendiamo dagli organi di stampa che negli scorsi giorni è stato notificato, a 20 persone indagate, l’avviso di conclusione delle indagini su ipotesi di reati ambientali relativamente ai lavori di realizzazione della Terza Corsia dell’Autostrada del sole tra Bologna e Firenze.
L’inchiesta, nata da segnalazioni dell’Arpat e proseguita con accertamenti del corpo forestale dello Stato, contesta numerose tipologie di reato tra le quali il traffico di rifiuti speciali e l’inquinamento di corsi dì acqua del Mugello e forse anche dell’invaso di Bilancino.
Stando a quanto rilevato e quanto sostenuto dagli inquirenti materiali, terra e rocce di scavo dei cantieri, anziché venire smaltiti correttamente, sarebbero stati abbandonati in torrenti e corsi d’acqua da cui avrebbero contaminato anche il lago di Bilancino, di cui si ipotizza l’inquinamento, oppure sarebbero finiti in discariche abusive, i fanghi di lavorazione, non adeguatamente depurati e smaltiti, sarebbero stati riversati nel territorio e nei corsi d’acqua stessi.
Sottolineato che da anni il nostro gruppo consiliare ha affrontato la questione denunciando e interrogando questa amministrazione su problematiche ambientali legate alla realizzazione dei lavori e messe in luce da cittadini o da comitati territoriali (ad esempio sul dilavamento dei terreni e conseguente riversamento nel “fosso La Gora” in località Fienile).
Evidenziato che ciò che si prefigura è l’ennesimo danno ambientale subito dal territorio del Mugello in relazione alla realizzazione di grandi opere infrastrutturali e che sembra trovare conferma il fatto che si siano ripetute modalità criminose nella realizzazione della cosiddetta Variante di Valico;
Appurato con rammarico e forte riprovazione che gli errori compiuti nel passato non sembrano essere serviti a niente dal punto di vista delle precauzioni da assumere nel controllo e nell’osservazione del rispetto delle normative ambientali durante la realizzazione dei lavori.
Considerato che per l’ennesima volta parte dei reati ipotizzati ruotano attorno alla destinazione delle terre e dei materiali di scavo, che, pur essendo classificati dalle normative come rifiuti speciale, continuano ad essere trattati come materiale inerte qualunque, talvolta utilizzato anche per interventi di cosiddetto ripristino ambientale.
Evidenziato che, quanto sopra è tutt’oggi oggetto di discussione relativamente alla realizzazione del sottoattraversamento TAV di Firenze e, per rimanere in Mugello e alla realizzazione della Terza Corsia, l’area di deposito di Bellosguardo in località Cornocchio nel comune di Barberino di Mugello;
Considerato che risulta evidente che gli strumenti di controllo sui lavori di realizzazione delle grandi opere risultano inadeguati e inefficienti alla luce del fatto che per l’ennesima volta niente è stato fatto per la prevenzione dei danni e si è reso necessario un intervento della procura per contestare reati che hanno già prodotto devastazioni ambientali.
Ciò premesso gli scriventi consiglieri provinciali di Rifondazione Comunista nel denunciare la drammatica gravità di quello che le indagini prefigurano per il territorio del Mugello, già devastato dai disastri ambientali già subiti nel recente passato, chiedono al presidente della giunta e all’Assessore competente:
– di riferire tutto quello di cui questa amministrazione è a conoscenza su quanto accaduto
– di riportare il contenuto delle segnalazioni effettuate da Arpat sulla vicenda
– quali misure si intendano adottare per evitare che episodi del genere continuino a ripetersi e nello specifico se non si ritenga opportuno intervenire affinchè vengano adottati strumenti e strutture di controllo sui lavori realmente capaci di prevenire gli illeciti e per evitare gli stessi;
– come si intenderà trattare per il futuro la questione della gestione e dello smaltimento delle cosiddette terre di scavo
Andrea Calò Lorenzo Verdi
(Rifondazione Comunista)












