Scarperia e San Piero

Bilancino e la Pianvallico, futuro ‘matrimonio’ senza i requisiti necessari? Una lettera…

Lago di Bilancino

Da un nostro lettore, Ferruccio Guillet, riceviamo e pubblichiamo questa nota sul futuro del lago di Bilancino e il ruolo della società Bilancino Spa.

Bilancino, l’affare

Invaso di Bilancino, lago di Toscana. I lettori ben sanno che la gestione idrica, intesa come risorsa pubblica, è in mano a Publiacqua. Sulla valorizzazione turistica e ambientale dell’area lacustre, invece, si è aperta un’accesa discussione sul nuovo soggetto cui assegnare l’incarico per il rilancio delle attività, appunto, da far gravitare attorno al lago.

 

Si perché, dopo la disastrosa esperienza della Bilancino s.p.a., poi divenuta s.r.l., società appositamente creata per lo sviluppo turistico della zona, è stato inscenato un balletto di comunicati, e di prese di posizione, che hanno inondate le pagine dei giornali locali. Una battaglia combattuta, per ora, più che a secchi d’acqua con fiumi d’inchiostro.

Sulla questione ha parlato la nomenclatura della politica nostrana. Lo ha fatto deputando il verbo, di volta in volta, ai fiduciari di zona. Tre ex Sindaci si sono espressi proponendo, quale attuatore del progetto di rilancio, la società Pianvallico s.p.a.

Uno di loro, peraltro, addirittura in una trasmissione televisiva locale, ha declamata questa società con l’aggettivo “rinomata”. Oddio rinomata lo è, sotto tutti i punti di vista. A cominciare da quello legale, dato che opera fuori dal contesto dello Statuto di almeno uno dei Comuni dai quali è partecipata. Ma veniamo al tema.

Questa società, la Pianvallico s.p.a., ha un organigramma composto da un Consiglio di Amministrazione (tre persone), una segreteria (una persona) ed un gruppetto di addetti alla ristorazione.

Di questi non mi è dato saperne il numero. Fanno parte di un’attività integrata, nella molteplice e variegata missione, in quel sodalizio. Quindi, non è chiaro con quali figure professionali, con quali maestranze, questa società possa accollarsi un tipo d’incarico che, fino ad oggi, non ha mai svolto.

Non risultano, neppure, referenze appropriate che possano giustificarne l’assegnazione. Uno scatolone vuoto. Niente risorse umane con una specifica conoscenza delle tematiche idriche, turistiche e ambientali. Il trionfo del nulla. Ecco, allora, s’insinua il dubbio che ci si possa trovare di fronte alla solita occasione per una intermediazione passiva.

Quella che, nell’Italietta che tiene famiglia, viene offerta e colta anche in mancanza di requisiti, dando vita all’immancabile giostra di subappalti e subforniture, senza capo ne coda, ma con il solito risultato : il primato della politica. Intendiamoci subito. Non ho idea se questo possa essere, davvero, il film montato per la visione in distribuzione ai cittadini.

Mi piacerebbe essere smentito. Non capisco, quindi, come mai si sia giunti a questa candidatura. Infine, sarebbe auspicabile che questo tipo d’incarico, non sia spinto verso una trattativa privata, o ad una chiamata diretta, senza cioè il naturale confronto in un’asta pubblica. Magari, al cospetto di altri potenziali soggetti interessati. Feudalesimo o liberismo, questo il dilemma.

Ferruccio Guillett
San Piero a Sieve,  27  giugno  2011.
Per Ok!Mugello.

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