Non smette di far parlare di sè la questione dell’outlet di Barberino. Con la dirigenza della struttura che non si è presentata al primo appuntamento del tavolo di confronto sulle problematiche della struttura. In merito di seguito pubblichiamo due note che sono giunte in redazione: quella della lista civica Per Barberibo e quella del gruppo di Rifondazione Comunista che ha presentato una domanda di attualità in Consiglio Provinciale:
Lista Civica Per Barberino:
Abbiamo partecipato al tavolo istituzionale convocato dal Sindaco Zanieri per affrontare alcune criticità nell’outlet di Barberino di Mugello. Il tavolo è stato convocato all’interno dell’outlet stesso. La direzione non ha partecipato all’iniziativa.
La lista civica intende stigmatizzare il comportamento che si mostra irrispettoso ed impertinente della direzione. Non intervenire ad una convocazione di questa importanza, negarsi al Sindaco, al Presidente dell’unione dei comuni ed alla regione parla di un atteggiamento di cattiva educazione, irriguardoso del territorio che li ospita, un gesto che ‘sbatte una porta in faccia’ a tutta la cittadinanza mugellese che a quel tavolo ha mandato i sui più alti rappresentanti. Credono forse, i poco signori dell’outlet, di essere una repubblica autonoma? Credono forse che la buona educazione, le regole di convivenza ed il rispetto delle regole e delle persone si fermi agli ingressi dell’outlet? Sembra proprio di si. Per quanto ci riguarda questo ci sembra un puerile guanto di sfida che non mancheremo di valutare con la fermezza che merita ed al quale risponderemo con la risolutezza che merita.
PER la lista civica
Emiliano Lascialfari
Rifondazione Comunista:
Domanda di attualità art. 39 del Regolamento del Consiglio Provinciale.
Nello scorso mese di febbraio si è costituito il Comitato dei lavoratori dell’outlet di Barberino di Mugello. Da subito i dipendenti hanno sollevato i temi legati alle condizioni lavorative e alla frammentazione delle tipologie contrattuali all’interno del centro: si è manifestato un grande disagio per i turni e per la mancanza di giorni liberi alla luce delle domeniche e delle festività lavorative, protestando con forza contro le recenti decisioni assunte dalla direzione riguardo all’abolizione del giorno di chiusura settimanale, delle aperture del 1° Maggio e 15 Agosto e contro la liberalizzazione degli orari.
Il Comitato si è dato, da statuto, lo scopo “di migliorare le condizioni di lavoro e di vita degli associati e dei lavoratori all’interno dell’Outlet di Barberino” anche mettendo in atto “iniziative pubbliche e private atte al perseguimento dello scopo sociale”.
Il 19 marzo scorso si è tenuta nel palazzo pretorio di Barberino di Mugello, convocata dalla Cgil, un’affollata assemblea, sulle condizioni di lavoro nei cento negozi del “Barberino Designer Outlet” nella quale i lavoratori hanno potuto rendere pubblica la loro situazione e raccogliere vari impegni, da parte dei sindacati e delle forze politiche e degli amministratori.
A seguito di quell’incontro il sindaco di Barberino aveva convocato per il giorno 26 marzo un tavolo di confronto alla presenza della Provincia di Firenze, della Regione Toscana, delle forze politiche presenti nel consiglio comunale di Barberino, delle organizzazioni sindacali.
Tale tavolo si è svolto con l’assenza e il rifiuto a partecipare, della direzione dell’outlet che ha declinato l’invito adducendo presunte motivazioni di metodo.
Una posizione inaccettabile e provocatoria, subito stigmatizzata dalle OO.SS. che con un comunicato stampa del 27 marzo hanno definito “il comportamento della direzione dell’ outlet pregiudiziale e volto a non voler affrontare i problemi in un momento nel quale le condizioni del lavoro, dentro quel contesto produttivo, sono pesanti” e annunciando che “il perdurare del diniego alla partecipazione al tavolo da parte della direzione ci vedrà costretti, nostro malgrado, a mettere in campo tutte quell’azioni sindacali per il riconoscimento dei giusti diritti dei lavoratori e di corrette e moderne relazioni sindacali”.
Sullo sfondo permane e si conferma quindi una palese violazione delle relazioni sindacali da parte datoriale, un atteggiamento che si è palesato nel corso degli anni a partire dal mancato rispetto degli accordi sottoscritti dalle parti nel 2005 e poi nel 2008.
Ciò premesso gli scriventi Consiglieri provinciali del Gruppo di Rifondazione Comunista, nell’esprimere piena solidarietà ai lavoratori dell’outlet di Barberino e piena condivisione delle rivendicazioni avanzate dal loro Comitato, nel denunciare l’atteggiamento irresponsabile e inaccettabile tenuto dalla direzione del centro commerciale, nel ribadire il loro impegno contro la liberalizzazione degli orari di apertura e la conseguente violazione dei diritti ai tempi di vita per i lavoratori, chiedono al Presidente della Giunta Provinciale e all’Assessore Competente:
di riferire sullo svolgimento del tavolo tenutosi in data 26 marzo nonostante l’assenza della direzione OUTLET, quando è prevista la riconvocazione della stessa,
quale sia il giudizio di questa Amministrazione riguardo all’atteggiamento assunto dalla direzione del centro commerciale;
quali iniziative si intenderanno adottare per richiamare e impegnare la direzione stessa su un profilo di maggiore responsabilità sociale e disponibilità al confronto non prescindendo in alcun modo al rispetto delle relazioni sindacali, degli accordi pregressi, dei diritti e dei contratti.
Andrea Calò Lorenzo Verdi












