I cittadini ricorrenti avevano contestato il diritto del Comune a chiedere il conguaglio e avevano mosso eccezioni sia su un presunto comportamento colpevole del comune nella gestione della causa, sia sulle modalità di ripartizione delle somme, sia sul mancato avvio del procedimento, sia sulla prescrizione del diritto.
Ma il TAR ha stabilito che bene ha fatto il comune ad avviare le procedure per recuperare dagli assegnatari delle aree espropriate la maggiore somma, e che trattandosi di una attività vincolata e dovuta non era necessaria alcuna comunicazione di avvio del procedimento.
Ha inoltre stabilito la correttezza delle modalità di ripartizione delle somme. Ha accolto invece l’eccezione di prescrizione per una parte di esse. La sentenza afferma poi espressamente che non emerge alcuna negligenza dell’Amministrazione comunale nella vicenda, e compensa le spese legali.
“Abbiamo chiesto noi al TAR di discutere quanto prima la causa perché convinti delle nostre ragioni – dichiara il sindaco Carlo Zanieri – Se da un lato c’è perplessità per il mancato accoglimento della nostra tesi sulla decorrenza della prescrizione, dall’altro siamo soddisfatti per il riconoscimento della correttezza complessiva del nostro comportamento nell’avviare il recupero, che conferma quanto ho sempre affermato anche in consiglio comunale di fronte alle polemiche. L’azione era dovuta, e ringrazio quei cittadini che hanno riconosciuto il debito e lo hanno pagato. Stiamo procedendo già dall’anno scorso alle verifiche necessarie alla trasformazione da diritto di superficie a diritto di proprietà, e cominceremo proprio dal PEEP (Piani per l’Edilizia Economica e Popolare) il Piano, e chi ha già pagato la quota di maggiori oneri di esproprio potrà detrarre la cifra già corrisposta dal prezzo di vendita. Per quanto riguarda chi ancora non ha pagato la sentenza li condanna comunque al pagamento di una quota di circa 60.000 euro. Valuteremo con i nostri legali come procedere“.












