Mantenimento di tutti i servizi, nessun aumento di tasse e tariffe, riduzione della spesa corrente, copertura del disavanzo, un piccolo aumento delle risorse a disposizione dell’assistenza alle fasce deboli. Questa la sintesi del bilancio 2013 in una nota diffusa dall’amministrazione comunale:
Siamo soddisfatti di essere riusciti a chiudere il bilancio con questi risultati – fa presente il Sindaco Carlo Zanieri – anche se è triste dover approvare un bilancio di previsione nell’ultimo trimestre dell’anno, ma il quadro economico e normativo attuale pesa a tal punto sugli equilibri di bilancio dei comuni da indurre il Governo a spostare sempre più avanti le scadenze per l’approvazione del bilancio, e i comuni ad attendere l’ultima scadenza nella speranza di normative più favorevoli o di maggiori spazi finanziari.
In un quadro generale che vede una riduzione drastica delle entrate, sia in termini di trasferimenti erariali (nel 2012 si era già arrivati ad un minore trasferimento di circa 400.000 euro, cui si aggiunge il taglio di ulteriori 118.000 di questo anno) sia in termini di oneri di urbanizzazione (che la crisi a portato dai 560.00 del 2008 ai 347.000 di questo anno) riuscire a mantenere i servizi senza aumentare le tasse è una scommessa che il Comune di Barberino di Mugello ha vinto, riuscendo anche a coprire il disavanzo: 250.952,68 euro su 354.594,88 coperti già nel 2013 mediante una riduzione della spesa corrente, la restante parte, euro 103.642,20, sul pluriennale, anno 2014.
Nessun aumento per i servizi a domanda individuale, IMU, e TOSAP. Inevitabile invece l’applicazione della TARES che per legge va applicata dal 1 gennaio 2013. E sulla TARES l’Amministrazione, pur condividendo il principio, sancito anche a livello europeo, che “chi inquina paga”, non condivide il sistema di criteri statistici approvato a livello statale, che implica effetti di iniquità a carico delle diverse categorie di contribuente. Assolutamente insufficienti i margini di manovra di cui dispongono i comuni per ammortizzarne gli effetti, vista la rigidità del sistema che non permette di distribuire diversamente il carico tra le categorie, e considerato che, trattandosi della copertura di un servizio, il totale deve rimanere inalterato.
Abbiamo cercato di applicare i coefficienti in modo da rendere meno impattante il passaggio da TARSU a TARES (che per sua natura comporta consistenti aumenti su alcune categorie) – fa presente l’assessore al Bilancio Barbara Berni – cercando di tutelare il più possibile le famiglie, utilizzando lo spostamento del carico da domestico a non domestico, e di applicare per questo ultimo il coefficiente minimo alle categorie più penalizzate dalla riforma. Tutto quanto era possibile. Inoltre a fronte del maggiore carico, concentrato inevitabilmente sull’ultima rata, l’Amministrazione ha previsto la possibilità di versarla in due tranche scadenti il 30 novembre e il 31 gennaio cercando di alleggerire l’impatto sul bilancio di famiglie e attività.












