Bagno a Ripoli

Bagno a Ripoli, un progetto intergenerazionale unisce adolescenti e anziani negli auguri per il 2026

L’iniziativa ha favorito uno scambio umano significativo. Dopo una iniziale timidezza, il gruppo ha costruito un clima di fiducia...

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Un’esperienza di incontro, ascolto e condivisione ha caratterizzato il periodo natalizio a Bagno a Ripoli, dove adolescenti e anziani hanno lavorato insieme per riflettere sull’anno appena trascorso e formulare auguri e desideri per il 2026. Il progetto ha coinvolto gli anziani dell’Atelier Alzheimer del centro Meoste della cooperativa Nomos e i ragazzi del centro diurno Le Tinaie della cooperativa Gli Argini, dando vita a un laboratorio intergenerazionale che ha messo in relazione fragilità diverse ma complementari.

Nel corso di tre appuntamenti, organizzati rispettivamente prima di Natale, intorno a Capodanno e prima dell’Epifania, sei adolescenti tra i 12 e i 19 anni e dieci anziane, tutte donne, con forme di demenza lieve o moderata, hanno condiviso attività creative e ricreative sotto la supervisione di educatori e operatori specializzati. Insieme hanno realizzato addobbi natalizi in feltro, una calza per la Befana e un grande cartellone su cui sono state scritte le parole da lasciare al 2025, come rabbia, odio, violenza e delusioni, e i desideri per l’anno nuovo, tra cui compagnia, serenità, positività e tranquillità interiore.

L’iniziativa ha favorito uno scambio umano significativo. Dopo una iniziale timidezza, il gruppo ha costruito un clima di fiducia e collaborazione che ha permesso ai ragazzi di sviluppare empatia, capacità di ascolto e competenze relazionali, avvicinandosi in modo consapevole a persone con una fragilità diversa dalla propria. Allo stesso tempo, le anziane hanno potuto vivere momenti di serenità emotiva, ricevere stimoli cognitivi e sensoriali e beneficiare di un miglioramento del benessere psicofisico e dell’umore.

Il progetto si inserisce nel più ampio lavoro portato avanti dall’Atelier Alzheimer di Nomos, attivo da tredici anni a Meoste e considerato una realtà di riferimento a livello regionale e nazionale. Nel tempo, il servizio ha accolto oltre cento ospiti, offrendo supporto non solo alle persone anziane ma anche alle loro famiglie e ai caregiver, attraverso un’équipe multidisciplinare composta da educatori, psicologi, musicoterapeuti e neuropsicologi.

Secondo le istituzioni locali, l’iniziativa rappresenta un esempio virtuoso di inclusione e di costruzione di legami tra generazioni, capace di rafforzare il senso di comunità e di promuovere la cura reciproca. Un’esperienza che dimostra come la collaborazione tra servizi sociali, cooperative e territorio possa generare percorsi innovativi di sostegno e partecipazione, valorizzando le persone nella loro unicità e fragilità.

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