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Autovelox, occhio a questo dettaglio: 9 volte su 10 vinci il ricorso

Autovelox autoAutovelox, vinci 9 volte su 10 il ricorso: occhio a questo dettaglio - Okmugello.it

Bisogna fare molta attenzione a questo dettaglio delle multe stradali: 9 volte su 10 gli autovelox non sono omologati. 

Il nuovo censimento sugli autovelox condotto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha fatto emergere un dato che sta già cambiando il destino di migliaia di multe.

Su circa 11.000 dispositivi installati lungo le strade italiane, meno del 10% risulta pienamente conforme ai requisiti di legge. Una percentuale che apre la strada a ricorsi quasi sempre vincenti, soprattutto dopo le recenti sentenze della Cassazione.

Autovelox, migliaia di multe rischiano di essere annullate

Il quadro emerso dal censimento è chiaro: dei dispositivi presenti sul territorio nazionale, solo 3.800 sono stati registrati sulla piattaforma telematica del Mit, e appena 1.000 rispettano automaticamente i requisiti di omologazione previsti dal nuovo decreto in fase di adozione. La registrazione era obbligatoria: i Comuni e gli enti proprietari delle strade avevano due mesi per comunicare marca, modello, matricola e riferimenti del decreto di approvazione. In assenza di questi dati, la direttiva ministeriale era netta: gli autovelox andavano spenti.

Eppure, a distanza di mesi, solo un terzo degli apparecchi risulta correttamente censito. Dietro questa apparente disorganizzazione si nasconde un sistema che negli ultimi anni ha garantito ai Comuni introiti miliardari. A spingere il Ministero a intervenire è stata soprattutto la giurisprudenza. Con una sentenza del 2024, la Corte di Cassazione ha stabilito che le sanzioni elevate tramite dispositivi approvati ma non omologati sono nulle. Una distinzione che per anni era rimasta ambigua, spesso confusa dalle circolari ministeriali che equiparavano i due concetti.

La Cassazione ha però chiarito che una circolare non può superare la legge. Risultato: migliaia di multe rischiano di essere annullate, e i Comuni temono una valanga di ricorsi. Alla luce del caos normativo, il Mit ha inviato il nuovo Decreto Autovelox al Ministero delle Imprese e del Made in Italy per la notifica alla Commissione europea, come previsto dalla procedura Tris. Per 90 giorni il provvedimento non potrà essere adottato definitivamente, consentendo a Bruxelles di esaminarne i contenuti. Il decreto è stato trasmesso anche al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. L’obiettivo dichiarato è creare un sistema trasparente e verificabile, con un elenco ufficiale degli apparecchi conformi.

Controllo Polizia

Attenzione a questo dettaglio: vinci 9 volte su 10 il ricorso per una multa da autovelox – Okmugello.it

Il tema divide da anni. Il Ministero ribadisce che l’obiettivo è la sicurezza stradale, non la raccolta fondi. Ma i numeri raccontano altro: negli ultimi cinque anni le multe per violazioni del Codice della strada hanno generato 8,5 miliardi di euro. Le entrate sono cresciute costantemente fino al 2024, sfiorando i 2 miliardi, per poi calare leggermente nel 2025. Secondo le associazioni dei consumatori, il calo non dipende da una maggiore prudenza degli automobilisti, ma dallo spegnimento di molti autovelox non conformi.

Lombardia, Toscana ed Emilia-Romagna guidano la classifica degli incassi, con Milano, Roma e Firenze in testa tra le grandi città. Le sentenze della Cassazione (10505/2024 e 26521/2025) hanno tracciato una linea chiara. Ecco cosa controllare:

  • Verifica il verbale

Se nella multa compare solo il Decreto di Approvazione e non quello di Omologazione, ci sono i presupposti per il ricorso.

  • Richiedi l’accesso agli atti

Puoi chiedere al Comune il certificato tecnico dell’apparecchio utilizzato.

  • Scegli la via del ricorso

Giudice di pace: entro 30 giorni. È la via più efficace, perché segue l’orientamento della Cassazione.

Prefetto: entro 60 giorni. È gratuito, ma spesso segue le circolari ministeriali. Se rigetta, la multa raddoppia.

Pagare la multa, anche in misura ridotta, equivale ad accettarla e preclude ogni ricorso.  Con meno del 10% degli autovelox realmente conformi, la possibilità di contestare una multa è altissima. Il consiglio è semplice: controllare sempre il verbale e verificare la presenza del decreto di omologazione. In moltissimi casi, è proprio quel dettaglio a fare la differenza tra pagare o vincere il ricorso.

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