L’Associazione Vittime del Forteto ha espresso profondo sconcerto in merito ai contributi pubblici erogati dall’Unione dei Comuni Valdarno e Val di Sieve per il soggiorno di Rodolfo Fiesoli presso la RSA Villa Altichiero di Padova, dove l’ex presidente della cooperativa era ristretto agli arresti domiciliari. L’Associazione sottolinea come, nonostante l’esito dei processi e le indagini delle commissioni d’inchiesta parlamentari e regionali, Fiesoli continui a mantenere contatti con membri della setta di cui era a capo, definita “distruttiva” e responsabile di condotte criminali a danno di numerose persone.
Il contributo pubblico in questione, pari a circa 5.000 euro, ha suscitato forti critiche da parte dell’Associazione, che lo giudica un gesto di “superficialità nei confronti delle vittime”. Nel comunicato si ricorda inoltre come, in passato, i Comuni dell’Unione Valdarno e Val di Sieve – originariamente parte della Comunità Montana omonima – abbiano erogato al Forteto contributi a fondo perduto per circa 10 milioni di euro, tra cui 6 miliardi e 100 milioni di lire nel 1989 per la costruzione del caseificio della cooperativa. L’Associazione sottolinea come questi finanziamenti fossero stati supportati dagli assistenti sociali, dagli psicologi e da esponenti politici locali, contribuendo alla percezione positiva della cooperativa sul territorio.
Il comunicato evidenzia inoltre la mancanza di iniziative da parte dei Comuni interessati per rivalersi contro la cooperativa o i soggetti condannati, nonostante il riconoscimento di un risarcimento per il danno d’immagine subito. L’Associazione Vittime del Forteto segnala infine l’esistenza di un esposto depositato presso la Corte dei Conti nell’agosto 2023, del quale non si conosce ancora l’esito, e invita le istituzioni e i cittadini a confrontarsi con i fatti storici legati alla vicenda, evitando atteggiamenti di rimozione o giustificazioni.












