Vicchio

Arte alla casa di Giotto – personale di Carlo Berti

Arte alla casa di Giotto – personale di Carlo Berti

Non conoscevamo l’arte di Carlo  Berti,  mugellano, lo abbiamo detto anche nel nostro breve intervento (simpatico tiro mancino del caro Fabrizio Boni!!), durante la cerimonia di inaugurazione della sua mostra personale alla Casa di Giotto, ed è stata una bella e gradita sorpresa. Gli amici che si cimentano in questa “noble art”, pugilisticamente parlando, segnatamente in questi ultimi anni sono tanti (basti  osservare la copiosa lista dei pittori che fanno parte dell’associazione “ dalle terre di Giotto e dell’Angelico”), e quindi  qualche volta sfugge il momento per  seguire la tavolozza di quello o l’altro artista.
Durante l’attesa del momento dell’inaugurazione ufficiale da parte delle autorità e degli amici competenti, abbiamo visitato con calma le opere esposte nella sala al piano terra e nella sala superiore e come dicemmo ne siamo rimasti, prima meravigliati e successivamente sorpresi, gradevolmente sorpresi. Carlo Berti, segnatamente nei ritratti, è una esplosione di colori marcati, fasciati, impregnati, visivi, una esaltazione alla luce, che ti colpisce che ti marca la vista, ma nello stesso momento ti rendi subito conto della netta sfumatura del personaggio, uomo o donna non importa, che ti si pone davanti. Poi altra sorpresa; il connubio fra fotografia (arte anche questa del caro Massimo Certini), è l’opera (con inframezzo note poetiche di Sylvana Tenaglia), similare disegnata, pitturata, accanto: un matrimonio riuscito.
Nella note biografiche inserite nel catalogo e lette in una rivista specializzata (vedi “La Toscana” diretta da Fabrizio Borghini), veniamo a conoscenza quello che è stato il percorso artistico di Carlo Berti e una lettura recensiva (vedi lo scritto di Daniela Pronestì), che ne esalta la sua tavolozza; ce ne complimentiamo, felici di avere un amico pittore in più.
La cronaca dell’inaugurazione (come è nostro costume pubblichiamo alcune immagini a corredo), alla presenza di un numeroso e qualificato pubblico ( fra gli altri il collega de La Nazione Francesco Querusti e Paola Leoni di Tele Iride Mugello), è iniziata sotto il coordinamento di Fabrizio Boni, con il saluto da parte dell’amministrazione comunale di Vicchio portata da Rinaldo Ontanetti, il saluto del presidente  dell’associazione “dalle terre di Giotto e dell’Angelico” Giuliano Paladini (bravo e stimato pittore), l’intervento di Lorenzo Bellomo collaboratore dell’assessore regionale e presidente del consiglio comunale di Firenze Eugenio Giani (giunto in ritardo per un impegno istituzionale),  quindi il fotografo Massimo Certini, la poetessa Sylvana Tenaglia, per concludere con la dissertazione recensiva di Liliana Giacoponi, la quale da par suo ha tracciato, con facilità di parola e profondo senso conoscitivo, nel ricordare l’impegno artistico di Carlo Berti, evidenziato gli  aspetti positivi della sua tavolozza fra suoni, visioni, emozioni, sensazioni. Tanti applausi e non poteva esser diversamente. Un bel pomeriggio culturale fra tanti amici, sotto un magnifico tramonto mugellano.

 

L’intervento di Rinaldo Ontanetti

L’intervento del critico d’arte Liliana Giacoponi, sul dietro a sinistra Rinaldo Ontanetti e a destra Fabrizio Boni.

Da sinistra Giuliano Paladini, il pittore Carlo Berti, Paola Leoni di Teleiride Mugello, Massimo Certini, Liliana Giacoponi, Fabrizio Boni e Sylvana Tenaglia.

Un’opera di Carlo Berti; a sinistra la fotografia (Cafaggiolo) di Massimo Certi, al centro la nota poetica di Sylvana Tenaglia e la rielaborazione sulla tavolozza di Carlo Berti

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