Eolico © nc
Un gruppo di docenti universitari toscani specializzati nei temi del territorio rurale, dell'ecologia e dell'agricoltura ha lanciato un accorato appello ai candidati e alla candidata alla Presidenza della Regione Toscana. Al centro della loro preoccupazione c'è l'indirizzo che prenderà la futura Legge Regionale per la "Disciplina per l’individuazione delle superfici e delle aree idonee e non idonee per l’installazione di impianti di produzione di energia a fonte rinnovabile".
Pur riconoscendo l'urgenza della decarbonizzazione di fronte alla crisi climatica, i firmatari – tra cui figurano professori delle Università di Pisa, Firenze e Siena – sostengono che la transizione energetica debba essere guidata in modo "sapiente", senza compromettere la complessità dell'ecosistema e i patrimoni territoriali che costituiscono la ricchezza della regione. Troppo spesso, denunciano i docenti, la progettazione delle nuove infrastrutture energetiche (fotovoltaico ed eolico) è carente di pianificazione e rischia di infliggere "ferite irreversibili" al paesaggio culturale, storico e ambientale.
I principi di tutela, ricordano gli esperti, sono già sanciti in strumenti come la LR 65/2014 e il Piano Paesaggistico, che è sovraordinato rispetto a tutti gli altri strumenti di pianificazione. L'allarme si è acuito osservando la situazione della Maremma Toscana, un'area cruciale per le produzioni agricole di alta qualità e per il suo paesaggio, attualmente "aggredita" da una crescente richiesta di autorizzazioni per impianti eolici e fotovoltaici di enormi dimensioni.
Oltre alla sicurezza energetica, i professori evidenziano la sfida, ritenuta ancora più decisiva, della sicurezza alimentare, che potrà essere affrontata solo attraverso un'adeguata tutela di tutti i suoli liberi da urbanizzazione: agricoli, agro-ecologici e boscati.
L'appello chiede in sintesi al futuro Presidente della Regione di apportare correzioni necessarie alla normativa, orientandola a:
- Privilegiare l'installazione degli impianti nelle aree già urbanizzate.
- Salvaguardare tutti i terreni liberi da urbanizzazione, in particolare quelli più fertili.
- Definire criteri chiari per classificare le aree idonee differenziandole in base a fonte, taglia e tipologia di impianto, riducendo l'impatto sul paesaggio e sulle reti ecologiche.
- Aprire un dialogo con i territori per individuare principi inviolabili di localizzazione, con un riferimento specifico ai parchi eolici vicini ai crinali dell’Appennino Tosco-Emiliano.
Secondo i docenti, le questioni energetiche non possono essere avulse dai contesti territoriali, ma devono essere parte inscindibile della cura dell'ambiente di vita e della permanenza dell'attività agricola, respingendo ogni forma di "colonialismo energetico" e l'espropriazione delle risorse delle comunità locali.
Il gruppo di docenti Firmatari: Prof. Massimo Rovai (Università di Pisa), Prof. Daniela Poli (Università di Firenze), Prof. David Fanfani (Università di Firenze). Anna Guarducci (Università di Siena). Rossano Pazzagli (Università del Molise). Gianluca Brunori (Università di Pisa). Andea Marescotti (Università di Firenze). Giacomo Lorenzini (Università di Pisa). Alberto Ziparo (Università di Firenze). Francesca Galli (Università di Pisa). Ilaria Agostini (Università di Bologna. Eni Nurihana (Università di Firenze). Leonardo Rombai (Università di Firenze).


