L’Associazione Nazionale Stampa Online ha espresso una ferma e decisa contrarietà rispetto alla recente decisione di abbassare drasticamente la soglia dei ricavi per il calcolo del contributo dovuto all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni. Il limite, che passa da 500mila a soli 50mila euro, rischia di gravare pesantemente su una platea molto più vasta di realtà editoriali, andando a colpire in modo diretto le piccole testate digitali e gli editori locali che costituiscono la spina dorsale del pluralismo informativo in Italia.
Secondo quanto dichiarato dal presidente di ANSO, Michele Pinto, le testate locali svolgono quotidianamente un lavoro fondamentale per le comunità di riferimento. Questi presidi territoriali raccontano la vita delle amministrazioni, seguono le economie locali e danno voce ai cittadini garantendo sempre un’informazione professionale che rispetta rigorosamente le norme deontologiche e il lavoro giornalistico. La funzione di queste redazioni è inoltre cruciale nella lotta alla diffusione delle notizie false, poiché operano con una responsabilità editoriale precisa e una costante verifica delle fonti.
In questo scenario di difesa del settore, si inserisce anche l’impegno di Sindimedia, società editrice di OKMugello e degli altri quotidiani digitali del network, che è socia ANSO da oltre un decennio e condivide la battaglia per la tutela dell’editoria di prossimità. La riduzione della soglia contributiva appare secondo l’associazione come una misura paradossale che incide su un comparto già fragile, composto prevalentemente da piccole imprese che operano con risorse limitate ma con un fortissimo radicamento nel tessuto sociale.
Il presidente Pinto ha inoltre sottolineato l’incongruenza di richiedere un tale contributo a realtà che svolgono di fatto un servizio pubblico, mentre nessun onere analogo viene previsto per chi diffonde contenuti sui social network o su blog privi di controlli editoriali e obblighi di verifica. Per contrastare questa deriva, ANSO ha già annunciato che intraprenderà ogni azione possibile per tutelare i propri associati, cercando un confronto immediato sul piano istituzionale e politico per evitare che lo sviluppo delle piccole realtà venga frenato, indebolendo irreparabilmente il diritto all’informazione delle comunità locali.











