Quella di Alessia Antimi non è solo una protesta legata alla viabilità, ma il racconto di una resistenza quotidiana che rischia di spezzarsi davanti all’inerzia della burocrazia. Titolare dell’edicola Bazar a Vaglia da quasi un anno, Alessia si trova oggi a gestire un’attività che è diventata un avamposto in un territorio isolato. La chiusura dello svincolo Vaglia Sud, causata da una frana che risale al maltempo dello scorso marzo, e le limitazioni sulla via per Bivigliano dovute ai lavori di Publiacqua, stanno svuotando il centro del paese, allontanando una clientela che per necessità di tempo e portafoglio sceglie ormai altre rotte.
Il paradosso che Alessia vive sulla propria pelle è quello di un’attività che ha saputo resistere ai colpi durissimi della pandemia, ma che oggi vacilla a causa di un collegamento stradale interrotto. I clienti che prima si fermavano per un giornale o una rivista arrivando dalle frazioni vicine, oggi preferiscono proseguire fino a Trespiano, spiegando con estrema sincerità che il tempo e la benzina risparmiati valgono più della fedeltà al rivenditore di fiducia. È un colpo durissimo per chi rappresenta l’unico punto di riferimento per l’editoria nel lungo tratto che va da Scarperia e Borgo San Lorenzo fino alle porte di Firenze, considerando anche la chiusura del servizio a San Piero.
Ciò che fa più male, nelle parole della titolare, è l’assenza di prospettive. Le notizie che filtrano circa il mancato stanziamento dei fondi per il ripristino della frana alimentano un clima di incertezza insostenibile per un piccolo commerciante. Alessia chiede chiarezza, chiede di sapere quando le macchine torneranno a percorrere regolarmente quelle strade che sono le arterie vitali della sua edicola. Senza risposte concrete e interventi rapidi, il rischio è che una saracinesca rimasta alta nei momenti più bui del Covid possa abbassarsi per sempre a causa di un cantiere mai partito, lasciando un vuoto incolmabile nella comunità di Vaglia.












