Sabato 5 Febbraio debutterà in Prima Nazionale Assoluta al Teatro Corsini di Barberino di Mugello lo spettacolo “Il ponte”, scritto da Jerzy Szaniawski e diretto da Nikolaj Karpov e Maria Shmaevich, che viene rappresentato all’interno di un ampio progetto internazionale realizzato con il patrocinio dell’Istituto Polacco di Roma in occasione dei 40 anni dalla scomparsa del grande autore polacco.
Questo spettacolo è l’ultima produzione realizzata dal Laboratorio Permanente in Italia diretto da Nikolaj Karpov, direttore del Dipartimento di Movimento Scenico del Gitis di Mosca, dove ha anche fondato la Scuola di Biomeccanica Teatrale presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Russa.
Il Laboratorio Permanente, fondato dallo stesso Karpov nel 2005, è l’unica compagnia in Italia composta dagli allievi che da anni lavorano con il grande maestro russo, che in Italia continua a collaborare con le più importanti Accademie e Scuole di Stato fra cui l’Accademia d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”, la Scuola Nazionale del Cinema, la Scuola del Teatro Stabile di Torino, l’Accademia dei Filodrammatici di Milano, Link academy e il Teatro del Giglio di Lucca.
È stato tra l’altro uno dei fondatori, nel 1989, di “Prima del Teatro” – Scuola Europea per l’arte dell’attore- tenendo seminari in tutte le sue edizioni.
Lo spettacolo “Il Ponte” viene realizzato all’interno di un progetto ideato e diretto dallo stesso Karpov e da Maria Shmaevic, in collaborazione con l’Istituto Polacco di Cultura di Roma, in occasione del 40° anno dalla scomparsa di Jerzy Szaniawski (1886-1970), importante drammaturgo e brillante autore di novelle che nella sua opera alla naturalezza della rappresentazione realistica unisce la nostalgia per mete sognate e mai raggiunte, e sotto le spoglie della commedia sviluppa un teatro filosofico e riflessivo, pieno di tensioni sotterranee pronte a scatenarsi come imprevedibili fenomeni naturali. Ne è un perfetto esempio Il ponte che, messo in scena per la prima volta nel 1933, fu uno dei grandi eventi culturali della Varsavia tra le due guerre e resta ancora oggi un classico del repertorio teatrale polacco.
“ll Ponte” racconta la vicenda di un anziano traghettatore a cui la costruzione di un ponte, sul fiume dove egli esercitava la sua professione, ha causato la perdita del lavoro e degli affetti familiari. Roso dall’ossessione per la presenza del ponte che gli ha distrutto la vita, l’anziano traghettatore vive con la figlia Marysia e l’aiutante Janek in una cupa atmosfera d’isolamento e di rancore. Nella casa, dopo vent’anni di assenza, si trova temporaneamente anche il figlio minore Tomasz, promettente architetto, impegnato nella stesura di un progetto per un importante concorso in cui nutre molte speranze di carriera e successo. Tomasz viene raggiunto nella casa paterna dalla fidanzata Helena, prima che si scateni un terribile temporale durante il quale il ponte crolla sotto la pressione di enormi banchi di ghiaccio. Per Tomasz si tratta di una vera tragedia: deve spedire il progetto e non riuscirà a raggiungere in tempo l’ufficio postale, situato nel centro abitato sull’altra riva. Sarà il padre a decidere di attraversare in canoa il fiume in piena, rischiando la vita per portare il progetto a destinazione.
Il vecchio riesce nell’impresa quasi impossibile e al suo ritorno la famiglia pare aver ritrovato la serenità di un tempo lontano, ma l’arrivo di un poliziotto in borghese, che indaga sul crollo del ponte, sconvolgerà nuovamente la vita dei personaggi.












