Venerdì 15 aprile alle 21, al Teatro Comunale Corsini di Barberino va in scena lo spettacolo Clandestino, di Riccardo Rombi. Sul palco saliranno Jacopo Gori, Paolo Santangelo, Sefania Stefanin. Scarica qui (clicca qui) il tuo Foglio di Via, per entrare allo spettacolo al prezzo ridotto di 5 euro.
CLANDESTINO è la seconda tappa del Progetto teatrale Lontano da Dove ideato e realizzato da Catalyst per raccontare la Storia d’Italia attraverso lo sguardo dei migranti di ieri e degli immigrati di oggi e di domani.
Uno spettacolo dedicato a tutti coloro che non hanno diritto di parola, a tutti quelli che un manipolo di abietti pseudo secessionisti d’accatto, definisce gentaglia, immondizia, spazzatura.
Uno spettacolo per rialzare la testa, per allontanare lo squallido grigiore di una minoranza ottusa che vorrebbe il nostro Paese chiuso, lindo e anonimo come la più amorfa delle villette a schiera.
Fortunatamente gli Italiani non sono così, non sono tutti così.
Siamo, una volta, stati “brava gente” che sorrideva, con-divideva il pane, si fermava a chiedere: “La posso aiutare?”.
Poi una sorta di fradicia idiozia è cominciata a piovere giù, dai piani un po’ più alti ed è calata sui volti che si sono fatti sempre più spenti, sempre più dementi, impigriti, ingrigiti, raggrinziti, in una paura sorda, vile e meschina.
Come i personaggi di questo spettacolo che vivono lo strazio di essere utili a niente, impietriti nel loro essere comparse del proprio tempo. Sul palco tre personaggi: un vecchio che piuttosto di spegnersi anonimamente in un ospizio, come la nostra bella società vorrebbe, decide di darsi alla “clandestinità”, per riappropriarsi almeno del suo diritto alla morte, perché in altri luoghi del pianeta ancora esiste un ordine di valori che abbiamo dimenticato.
A fargli da contrappunto la nostra coscienza e una donna che vive, suo malgrado, immersa nelle banalità del quotidiano, che si esprime per luoghi comuni e insegue disperatamente vuoti modelli di apparente benessere.
Una denuncia nei confronti di un modello sociale ed economico che “fa acqua da tutte le parti: ci sposiamo e non abbiamo tempo di stare con le nostre donne, facciamo figli e non ci giochiamo e, i nostri vecchi, li lasciamo soli, o li mettiamo in carcere”.
Ribaltare allora anche il significato della “clandestinità” e ridare valore ad un termine che viene oggi usato con una connotazione feroce. Clandestino indica chi si nasconde di giorno, chi si intrufola, chi è in agguato per fare del male. Noi lo usiamo parlando di persone che non hanno documenti e che in altri paesi come la Spagna o la Francia sono semplicemente chiamati “Sans papiers”.












