OK!Mugello

Airalzh e Armenise Harvard: un bando per i ricercatori a metà carriera

Un problema di fondi, non di qualità

  • 105
Airalzh e Armenise Harvard: un bando per i ricercatori a metà carriera Airalzh e Armenise Harvard: un bando per i ricercatori a metà carriera
Font +:
Stampa Commenta

Nella vita dei ricercatori c’è un momento di enorme vuoto nella possibilità di accedere a finanziamenti necessari a consolidare le attività e le scoperte realizzate nei propri laboratori: la fase del mid-career. E, spesso, questo iato è causa di interruzione di una carriera avviata e promettente.
Per colmare questo limite, l’associazione Airalzh (Associazione Italiana Ricerca Alzheimer) e la Fondazione Armenise-Harvard si sono alleate per offrire una borsa da 100mila USD all’anno per due anni, capace di sostenere le più interessanti ricerche di base nel campo delle malattie neurodegenerative.
Con una novità: la borsa, il cui bando è attivo dal 1° marzo al 31 maggio 2022, è accessibile solo agli scienziati a capo di un laboratorio indipendente, in Italia, da almeno cinque ma non più di 12 anni.

Un problema di fondi, non di qualità

La ricerca scientifica di alta qualità richiede tempo. Gli scienziati in Italia, in Europa e negli Stati Uniti condividono lo stesso destino: c’è un periodo nella loro carriera accademica in cui sperimentano un vuoto nel sistema di finanziamento. Per questo è cruciale fornire loro strumenti mirati per la fase intermedia della carriera.

La Fondazione Giovanni Armenise Harvard, che nel 2020 aveva lanciato un programma pilota dedicato proprio a questa fase della vita degli scienziati, oggi unisce le proprie forze con Airalzh per supportare ricercatori mid-career nel campo della ricerca di base delle malattie neurodegenerative.

L’esperienza di oltre 20 anni della Fondazione Armenise Harvard è emblematica: col programma Career Development Award (CDA) abbiamo sostenuto le ricerche in Italia di 29 giovani scienziati che, a loro volta, hanno raccolto fondi per oltre 80 milioni di euro, pubblicando più di 700 peer-reviewed paper con un H-index medio di 24,6 e più di 3.800 citazioni medie. Nonostante ciò, però, anche i nostri ricercatori soffrono di questa situazione inaccettabile.“ – dice Elisabetta Vitali, direttore dei programmi italiani alla Fondazione Armenise Harvard – “Una mancanza strutturale che spesso mette a rischio carriere avviate compromettendo la possibilità di portare a fruizione gli investimenti fatti in fase di avvio di un laboratorio e, soprattutto, rischia di vanificare il raggiungimento delle scoperte scientifiche

La ricerca di base è cruciale per lo sviluppo di nuove conoscenze in grado di migliorare la qualità della vita del genere umano. La nostra associazione è relativamente giovane, avrà 10 anni nel 2024, ma in questi anni – dichiara la Prof.ssa Alessandra Mocali, Presidente di Airalzh – abbiamo già sostenuto, attraverso l’erogazione di 82 assegni di ricerca e 13 Grants, una rete nazionale di giovani ricercatori attivi in oltre 30 Università e Centri di Ricerca d’eccellenza dislocati in 15 Regioni italiane, da Nord a Sud. Riteniamo altrettanto importante, però, dare ai ricercatori il tempo di crescere professionalmente, arrivando così al raggiungimento di risultati tangibili. Ed è per questa ragione che abbiamo accolto con entusiasmo la proposta della Fondazione Armenise Harvard, intervenendo nella fase intermedia della carriera degli scienziati”.

Fondazione Armenise Harvard
La Fondazione Giovanni Armenise Harvard nasce con l'obiettivo di sostenere la ricerca di base in campo biomedico. Aiuta i giovani scienziati che lavorano all'estero a stabilire il loro laboratorio in Italia e sostiene vari programmi di ricerca alla Harvard Medical School di Boston. Ha investito oltre 70 milioni di dollari ad Harvard e 31 milioni di dollari nella scienza italiana, creando molti programmi di ricerca e favorendo la collaborazione tra i due continenti.  Il finanziamento del Career Development Award (CDA) ammonta a 200.000 dollari all'anno (per un periodo compreso tra 3 e 5 anni). Ad oggi, il programma CDA ha sostenuto 29 giovani scienziati. I CDA hanno istituito laboratori a Milano (EIO, IFOM/FIRC, Istituto San Raffaele, Università di Milano, CNR), Roma (La Sapienza, EBRI), Padova (VIMM, Università di Padova), Trento (Dipartimento CIBIO, Università di Trento), Palermo (Università di Palermo), Trieste (SISSA), Pavia (Università di Pavia), Pozzuoli (Tigem), Torino (Istituto Italiano di Medicina Genetica, Università di Torino), Rovereto (IIT), e Camerino (Università di Camerino).  I campi coperti includono neuroscienze, biologia vegetale, biochimica, immunologia, biologia del cancro, proteomica e genetica, biologia sintetica e cellule staminali.

Airalzh (Associazione Italiana Ricerca Alzheimer)
Airalzh (Associazione Italiana Ricerca Alzheimer) è l’unica associazione che promuove su scala nazionale la ricerca medico-scientifica sulla malattia di Alzheimer ed altre forme di demenza. È stata costituita nel 2014 da clinici e ricercatori universitari, impegnati da anni nello studio e nella cura della malattia, e da manager aziendali. Dal 2016, l’Associazione ha erogato 82 assegni di ricerca (sia di base che clinica), per un investimento di 2 milioni di Euro, grazie al sostegno di grandi e piccoli donatori. Sono stati coinvolti 33 giovani ricercatori - operanti nelle migliori Università e Centri di Ricerca dislocati in 15 regioni italiane, tra Nord e Sud - che hanno ottenuto oltre 250 pubblicazioni su riviste internazionali. Dal 2020, a cadenza annuale, viene pubblicato il Bando AGYR (Airalzh Grants for Young Researchers), con un investimento annuale di 300.000 €. Ad oggi sono 13 i progetti selezionati, con un investimento totale di 600.000 €. Un nuovo Bando (AGYR 2022) è in procinto di uscire nella prossima Primavera.

Lascia un commento
stai rispondendo a