Dicomano © N.c.
Dicomano, comune interessato dal controverso progetto eolico "Monte Giogo di Villore" di AGSM AIM S.p.A., si trova al centro di una bufera politica e forse anche legale. Una convenzione siglata il 18 aprile 2023 tra le due amministrazioni (Vicchio e Dicomano) e la società proponente è finita sotto la lente d'ingrandimento del consigliere Saverio Zeni del gruppo "Insieme per Dicomano", che ha presentato un'interrogazione consiliare. Al centro della polemica, la natura degli impegni assunti dai comuni, che sembrerebbero contravvenire alle proprie prerogative di controllo e alle Linee Guida nazionali per l'autorizzazione degli impianti a fonti rinnovabili.
Le risposte fornite dall’Amministrazione Comunale — seppur confermando l’esistenza e la sottoscrizione della convenzione — appaiono tutt’altro che rassicuranti: generiche, elusive, e soprattutto prive di una reale presa di responsabilità sui contenuti della stessa.
Un accordo scomodo: Anticipo di denaro in cambio di "Pace Sociale"?
L'interrogazione solleva l'inquietante ipotesi (ribadiamo “ipotesi”) di un principio di base che permeerebbe l'accordo: "io azienda ti anticipo dei soldi che dovrei darti tra qualche anno, tu ente comunale ti impegni da subito a non dare fastidio ai lavori portati avanti dall'azienda". Nello specifico, il consigliere Zeni si sofferma sull'Articolo 6, comma b) della convenzione, il quale prevederebbe un impegno degli enti firmatari a "non compiere azioni che possano ostacolare l'esecuzione dei lavori". Una clausola che, se confermata, porrebbe seri interrogativi sulla capacità del Comune di tutelare il proprio territorio e i propri cittadini in caso di criticità durante le fasi esecutive.

La questione è particolarmente grave poiché il Comune non ha solo riconosciuto l’esistenza della convenzione, ma ha anche ricevuto in anticipo somme di denaro a titolo di compensazione, accettando al contempo un vincolo che ne limita di fatto l’autonomia. In pratica, il Comune che dovrebbe essere garante del controllo sull’esecuzione dell’opera si è legato mani e piedi alla società che la costruisce.
Le risposte dell’amministrazione, contenute nel documento ufficiale, non entrano mai nel merito della presunta illegittimità della clausola, limitandosi a ribadire generici obiettivi di cooperazione con AGSM AIM e a minimizzare l’obbligatorietà degli impegni assunti.
Nessuna spiegazione è stata fornita sulla base giuridica di tale clausola, né sulla sua compatibilità con le prescrizioni del Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale (PAUR) rilasciato dalla Regione Toscana, che rappresenta il vero titolo legale dell’opera.
In assenza di chiarimenti concreti, il consigliere Saverio Zeni ha annunciato che, in accordo con il proprio team legale, presenterà un esposto alla Procura della Repubblica per verificare se la convenzione stipulata dal Comune violi o meno la normativa vigente, e se sia stato lecito impegnare l’Ente a favore dell’azienda a fronte di contributi economici anticipati.
In gioco non vi è solo la legittimità di un atto amministrativo, ma la trasparenza e la credibilità dell’intera azione pubblica su un progetto tanto controverso quanto impattante. Le istituzioni locali devono rispondere non solo a un codice civile, ma anche — e soprattutto — alla fiducia dei cittadini.
Scarica la Convenzione sottoscritta tra i Comuni di Vicchio, Dicomano e Agsm Aim
Scarica l'interrogazione presentata da Saverio Zeni al Consiglio Comunale del 17 Giugno 2025
Scarica la risposta all'interrogazione fornita dall'Amministrazione



gori maurizio
Su questo tema è stato già fatto un esposto da parte del movimento 5 stelle già 2 anni fa insieme ad una interrogazione regionale . Anche In sede di conferenza dei servizi per il rilancio dell'autorizzazione unica Regionale è stato fatto presente che la convenzione fatta tra i comuni e la ditta proponente non rispettava i disposti di legge. Speriamo che il nuovo esposto possa avere un esito migliore di quello già fatto
santa leanza
Alzi la mano chi ricorda che l'ing. di AGSM, la sera del 19 novembre 2019, alla prima presentazione del progetto al pubblico, a Vicchio, aveva pubblicamente riconosciuto l'illegittimità delle convenzioni che prevedono misure compensative patrimoniali dal proponente l'impianto all'amministrazione comunale sul cui territorio è previsto. Visto che il comune partecipa alla Conferenza dei Servizi, ed è quindi ovviamente chiamato a valutare il progetto allegato all'istanza di autorizzazione, è chiaro che le convenzioni che prevedono la corresponsione di... soldi dall'impresa all'amministrazione sono strumenti con cui l'impresa stessa si com... oops, acquisisce la benevolenza della Conferenza dei Servizi. Se poi teniamo conto che la responsabile del procedimento chiese al proponente (!) se chiamare o no alcuni altri enti a valutare il progetto, capiamo bene chi è che comandava.