Firenzuola

Accogliere come responsabilità collettiva. L’esperienza di Firenzuola raccontata in un documentario

Documentario accoglienza(1)

Il significato concreto del termine “accoglienza” è al centro dell’iniziativa promossa dalla lista civica Bene Comune di Firenzuola, che invita la cittadinanza alla proiezione del documentario “Fai diverso – una storia per la comunità”, diretto da Lapo Scotti. L’evento, in programma domenica 1 febbraio alle ore 15:00 presso il Cinema DOP! di Firenzuola, rappresenta un’occasione di approfondimento e confronto su un tema spesso affrontato in modo astratto o ideologico, ma che nella realtà quotidiana assume contorni molto più concreti.

Il documentario racconta l’esperienza della cosiddetta “scuola che accoglie”, un progetto nato dall’impegno diretto di un gruppo di cittadini e cittadine del territorio, nelle aree montane dell’Appennino tosco-romagnolo. Attraverso immagini e testimonianze, il film mostra come l’insegnamento della lingua italiana diventi uno strumento essenziale non solo per l’inserimento lavorativo dei migranti, ma anche per la costruzione di relazioni sociali e di una partecipazione attiva alla vita della comunità locale.

L’esperienza si colloca in un contesto complesso, segnato dalla presenza di un Centro di Accoglienza Straordinaria nella frazione di San Pellegrino, una realtà di dimensioni ridotte e distante dai principali servizi, inclusi quelli di trasporto pubblico. Il progetto evidenzia le difficoltà strutturali e normative che caratterizzano il sistema di accoglienza, senza però fermarsi alla denuncia delle criticità. Al contrario, mette in luce la scelta di alcuni cittadini di assumersi una responsabilità diretta, intervenendo con azioni concrete, senza delegare esclusivamente alle istituzioni.

Il racconto restituisce l’immagine di un impegno portato avanti con continuità, dedizione e senso civico, privo di ritorni personali, ma animato dall’idea di contribuire al bene comune. In questo senso, l’iniziativa culturale proposta non è solo una proiezione cinematografica, ma un momento di riflessione collettiva su come la solidarietà, anche in contesti difficili e marginali, possa tradursi in opportunità reali di inclusione e crescita per l’intera comunità.

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