Borgo San Lorenzo

A lezione in birreria. Seminario gustoso per gli studenti del Giotto Ulivi

A lezione in birreria. Seminario gustoso per gli studenti del Giotto Ulivi

Giotto Ulivi. Bella esperienza per i ragazzi dell’agricolo forestale. Si fa presto a dire “A me una media chiara”. Una frase che, probabilmente, non pronunceranno più alcuni ragazzi del Giotto Ulivi indirizzo agricolo forestale che hanno partecipato, mercoledì 6 maggio, al seminario “Don’t worry, beer happy”, svoltosi presso la birreria Beervana di Borgo S. Lorenzo e organizzato dal professor Luca Marzi col sostegno fattivo di Vinicio Bandini. Il padrone di casa Valentino Vannozzi e il collega Alessandro Recati di I’B Birrificio del Mugello, in esemplare sinergia, hanno raccontato agli studenti tutto il retroterra storico, biologico e tecnico legato alla produzione e al consumo della celebre bevanda di provenienza – morte di un luogo comune – tutto fuorché germanica. L’origine della birra, comunque incerta, è contesa tra Mesopotamia, Egitto, Isole Orcadi e Malta. Si pensi che la ricetta di birra più antica si trova in una poesia sumera risalente a 3.900 anni fa. La diffusione nella Mitteleuropa è stata successiva. L’Italia ha avuto in passato una cultura della produzione di birra sovrapponibile a quella dei cugini nordici. Nel secondo dopoguerra si è però voluto imbrigliarla con leggi capestro che la scoraggiarono del tutto. L’intento era quello di favorire la produzione vinicola. Il ministro dell’Agricoltura si chiamava Ricasoli. Dopo l’aspetto storico, trattato in modo ben più ampio che non in queste poche righe riassuntive, son stati affrontati gli aspetti scientifici legati alla produzione e alle varie tipologie di birra; per giungere, dopo le relative degustazioni (supportate dalle schiacciatine del Forno Viliani), alla prova pratica. Valentino e Alessandro hanno insegnato ai ragazzi a spillare la birra. Non dite “E che ci vorrà?”. Anche un gesto apparentemente così semplice ha dietro di sé una serie di implicazioni complesse. A conferma del fatto che (1° corollario della 1^ legge di Murphy) niente è facile come sembra. E che lavorare seriamente implica una grande preparazione culturale. Culturale a 360°. Ma dà molta, molta più soddisfazione. E intanto i partecipanti, d’ora in poi quando usciranno con gli amici, le loro birre se le gusteranno molto, molto di più. Altro che “Boh, piglierò una media rossa… no, vai, scura!”

Paolo Marini

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