Il clima dell’informazione in Mugello si fa sempre più pesante. E il nostro lavoro, fatto con impegno ed onestà, viene oggi messo alla berlina dall’amministrazione e da pseudo-giornalisti che, lungi dall’aderire a quel ruolo di controllori del potere (che sempre è stato della stampa) sembrano essere diventati dei semplici passacarte (o passa comunicati) dell’amministrazione. A cosa ci riferiamo? Alla vicenda della lettera spedita in Ungheria dal sindaco di Borgo San Lorenzo, Paolo Omoboni, in merito al comportamento del governo magiaro con i profughi che premevano alla sue frontiere, e che è stata ripresa dai principali quotidiani. OK!Mugello, da vero organo di informazione del territorio, ha deciso in quei giorni di fare una cosa diversa dagli altri giornali (che hanno semplicemente dato voce all’iniziativa). Ma, sfruttando anche la possibilità di un contatto diretto in Ungheria (la nostra collaboratrice Laura dall’Omo) si è attivato nel paese per ottenere una replica. E grande è stata la sorpresa quando, alcuni giorni dopo, dal primo cittadino della cittadina ungherese, arrivava la notizia che nessuna lettera era giunta (neanche, affermava, in email). Non solo, forse con una caduta di stile che nessuno ha messo in luce (tutti evidentemente erano troppo impegnati ad accusare OK!Mugello), il sindaco della cittadina ungherese (invece di attivarsi per vedere che fine avesse fatto questa lettera) dichiarava al nostro giornale:
Ma il sindaco (di Borgo, ndr) non mi ha inviato nessuna lettera, ne per posta ne tramite e-mail e questo mi pare essere al momento solo una sua performance a favore dei media.
Dando quindi un giudizio di merito sull’operato del nostro sindaco che forse meritava di essere stigmatizzato più che il comportamento di OK!Mugello. Alcuni colleghi (o presunti tali) ci hanno accusato di aver atteso troppo tempo tra l’intervista (del 23) e la data della pubblicazione (del 28). Peccato che questo tempo non sia trascorso invano; ma che l’abbiamo impiegato per chiedere conferme sia alla segreteria del sindaco che allo stesso Omoboni sull’arrivo o meno di una risposta. E che fino a questa mattina (lunedì 28) nessuno in comune a Borgo sapesse niente del destino della missiva (ma quanto ci mette una mail ad arrivare dall’Italia all’Ungheria? Dieci giorni?) Guarda caso non appena uscito il nostro articolo tutti si sono attivati. Sia l’amministrazione che la nostra ‘pseudo-concorrenza’. Tutti precipitandosi a rincuorare i mugellani (che forse hanno anche di meglio da fare) sul destino della lettera. Con alcuni giornali locali, divenuti ultimamente e in modo particolare ligi al potere. Nessuno dei colleghi si è sognato di spezzare una lancia in favore di chi, pur con tutti i limiti e le difficoltà, tenta di fare il suo lavoro in maniera approfondita. Tutti hanno preferito dare addosso a chi in quel momento (secondo loro) appariva il più debole. Il nostro modo di fare giornalismo è invece un altro. Ci piace mettere in luce tutti gli aspetti e le contraddizioni della nostra politica. Anche se può essere scomodo. Anche se questo vuol dire trovarsi su fronti diversi rispetto a persone (come in questo caso il sindaco Paolo Omoboni) con cui alcuni di noi (il direttore, Nicola Di Renzone) hanno condiviso anni spensierati (quelli dell’università). Lavoro approfondito che abbiamo fatto anche per i casi di scabbia riscontrati all’ospedale di Borgo. Nessuno, fino a quel momento aveva detto niente. Solo OK!Mugello, grazie ad una segnalazione, ha reso pubblica la cosa. E sapete cosa hanno avuto il coraggio di dirci alcuni di questi colleghi? Dopo che l’Asl aveva ‘ammesso’ proprio in seguito all’articolo di OK!Mugello? Ci hanno rimproverato perché, secondo loro, il numero dei pazienti da noi citato non era esatto…. Quando se fosse stato per loro nessuno avrebbe saputo niente!!! Ognuno ha l’informazione che si merita. E i lettori di OK!Mugello lo sanno Ps. Precisiamo, su richiesta dell’ufficio stampa del Comune di Borgo, che il suddetto ufficio è sempre stato disponibile e che ha risposto in tempi rapidi alle nostre richieste. Il tempo impiegato dalla redazione tra l’intervista e la pubblicazione dell’articolo si spiega con la volontà di vedere se nel frattempo fosse arrivata una qualche risposta dall’Ungheria (oltre alle conferme di lettura delle mail). Cosa che non si è verificata fino a ieri e che, invece, è arrivata (senza peraltro entrare nel merito degli argomenti) subito dopo la pubblicazione del nostro articolo con dichiarazioni del primo cittadino magiaro.












