Ecco l’inizio di “Cholera del 1855 a Palazzuolo di DON PIETRO DEL BENE GIANNOTTI” tratto da un nostro lettore (Luigi Fabbri) da un manoscritto del Dr. Mauro Macchi. Un modo per ricordare che questa epidemia ha interessato tanti comuni dell’alto Mugello e quindi anche Borgo San Lorenzo.
Don Pietro apriva questi ricordi con le seguenti parole:
“………ho preso ricordo di queste poche cose non per fare la storia di una epidemia, ma per non dimenticare quali furono gli unici uomini dell’epidemia.”
PROEMIO
1855 – Dopo le straordinarie piogge degli anni decorsi e la carestia dell’anno preceduto, essendosi alterate le condizioni della atmosfera e i corpi umani spossati e tendenti a dissoluzione, era probabile che, come in tempi passati, si sviluppasse qualche morbo epidemico.
Il cholera che dominava da molti anni nel resto d’Europa, trovando adesso la Toscana nelle condizioni uguali agli altri paesi, terribilmente la invase, né risparmiò nel suo eccidio le alture degli Appennini. Nel mese di agosto fummo invasi dal tremendo flagello che perdurò a menare strage fino all’ottobre. Non vi fu vallata che non deplorasse vittime fatte dal morbo: grande era lo spavento, la costernazione, l’abbattimento al timore della morte.
d. s. Fabbri












