Vaglia

12 migranti arrivati a Bivigliano. Borchi: il progetto Sprar non più percorribile

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E’ stato istituito un Cas  (Centro di Accoglienza Straordinario), gestito dalla cooperativa Il Cenacolo e approvato dalla Prefettura, presso l’Hotel Giotto. Si tratta di dodici ragazzi africani, e il sindaco di Vaglia, Leonardo Borchi, spiega:

Sono dodici ragazzi africani, ospitati in un CAS. Ieri pomeriggio mi sono messo in contatto con il vice prefetto chiedendogli conto di questi arrivi: ha detto di non essere a conoscenza di questo trasferimento. Gli ho chiesto di contenere il numero degli ospiti. Domani abbiamo un incontro con il presidente della cooperativa per conoscere le condizioni e le loro intenzioni circa la presenza del CAS. Questo arrivo ci rovina i piani. Come Amministrazione avevamo deciso di ripresentare un piano per la realizzazione di uno SPRAR (Servizio Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati), un centro di cui può essere titolare solo il Comune, che lo gestisce direttamente con un contratto con una cooperativa. Avremmo dato corso al piano, trasformandolo in progetto, solo dopo averlo messo ai voti, con una consultazione della popolazione. Quindi al momento eravamo solo a livello di idea, senza avere individuato ancora una struttura in cui impiantarlo. Questa idea da proporre alla popolazione, identica a quella sfumata l’anno scorso a causa del venir meno della disponibilità della struttura, si fondava sul convincimento che lo SPRAR, che può ospitare al massimo 25 perone, è la migliore soluzione sia per i migranti, per la qualità dell’integrazione, sia per la comunità in ragione del controllo sulla gestione, di cui è appunto titolare il Comune, e per le ricadute occupazionali, per i maggiori servizi che lo SPRAR deve organizzare, per cui ha bisogno di reclutare del personale locale. Uno SPRAR, poi, occupando una struttura l’avrebbe tolta alla disponibilità per un CAS, che invece è fuori dalla portata e dal controllo comunale, in quanto si basa su un contratto tra un privato, detentore della struttura ed una cooperativa, sotto il controllo della Prefettura. Lo SPRAR non ha più ragione di essere realizzato a seguito dell’impianto del CAS.

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