Scrive Laura, una nostra lettrice: Buona sera, sono di Vaglia e volevo mettervi al corrente di quello che mi è successo. Domenica 17 ottobre mia figlia si sveglia con un forte raffreddore, io già da qualche gg avevo una tosse che mi toglieva il fiato. Lunedì mattina abbiamo deciso di chiamare la pediatra e il medico, alla pediatra spiego i problemi di mia figlia undicenne e subito mi dice che a scuola senza tampone non l’avrebbero fatta entrare, quindi prenoto il tampone e il giorno 20 andiamo a farlo a Campi.
Anche a me il medico, che solo il martedì riesce a visitarmi, prescrive il tampone, prenoto e lo faccio il giovedì a Borgo. Il giovedì aspettavo il risultato di mia figlia che non è arrivato, il venerdì nemmeno, sabato niente, però ho l’esito del mio (negativo).
Passa la settimana, ne passa un’altra e finalmente venerdì la pediatra riesce a vederle il risultato (negativo) ma a me ancora non appare niente perché manca la firma del medico.
Per avere un risultato abbiamo aspettato 11 giorni, e se lei fosse stata positiva, come sarebbe stato possibile fermare i contagi tra i suoi contatti, scuola compresa? Ho provato nel frattempo a chiamare il numero che c’è sul sito referti covid, ho chiamato la misericordia di Campi, la asl e la regione toscana, ho mandato una decina di mail ma nessuno ha mai risposto.
In un momento come questo non si può aspettare 2 settimane per avere un esito di un tampone ed essere ignorati se qualcuno cercano spiegazioni sull’accaduto…
Non ci sono parole






