Un lettore ci ha scritto

L'odissea di un 63mugellano malato di Sla per avere il riconoscimento dell'invalidità

'Per certe cose non dovrebbero esserci tempi di attesa così lunghi'. Invece si ritrova prigioniero della burocrazia, e la moglie così non può chiedere la 104 e assisterlo

Attualità
visibility1343 - domenica 13 dicembre 2020
di Redazione
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Burocrazia
Burocrazia © N.c.

La lettera di un cittadino che abita in una frazione di Borgo San Lorenzo, che ha inviato alla nostra redazione quanto ha pubblicato nei giorni scorsi sulla pagina Facebook della Asl Toscana Centro. Cittadino con il quale questa mattina abbiamo parlato, e che ci ha spiegato i dettagli che troverete pubblicati di seguito alla lettera.

Lettera nella quale il nostro compaesano si riferisce alla sua richiesta di avere riconosciuta l'invalidità civile, in modo che la moglie possa aver accesso ai benefici della legge 104 per assisterlo (richiesta che secondo il cittadino sarebbe ferma in attesa del parere Asl):

"Buongiorno, sono un paziente a cui è stato diagnosticato Sindrome Laterale Amiotrofica, SLA. Un solerte funzionario dell'ufficio medico legale mi ha specificato in una PEC che non essendo io certificato con tumore non ho motivo di aspettarmi sollecitudine da parte dell'ufficio stesso, e d'altra parte il 3 dicembre 2020 stanno valutando le richieste di febbraio 2020, e quindi, avendo io fatto domanda nello stesso mese in cui ho ricevuto la diagnosi, giugno 2020, in pratica che senso ha insistere adesso?"

"E' una vergogna - spiega tra le altre cose nella sua lettera - perché trincerarsi dietro la burocrazia elimina qualunque aspetto etico riducendo un paziente ad un numero di pratica, inevitabilmente polverosa".

Così il cittadino parla di 'ignoranza scandalosa' da parte di chi gli ha risposto. Facendo notare che: "La SLA è una patologia inguaribile, che le necessità dei pazienti variano improvvisamente da un giorno all'altro, che la SLA non la prendono solo Borgonovo o altri ricchi calciatori, ma anche persone comuni, con stipendi comuni, che non possono permettersi nessun tipo di agio". E conclude: "La mia richiesta di riconoscimento di invalidità non è volta ad ottenere un sussidio economico da parte della Regione Toscana, ma a poter accedere alla legge 104, e permettere così a mia moglie di non lasciarmi solo a casa per tante ore".

Così, mentre ci ricorda che al momento la moglie è l'unica persona che lavora e che avrebbe bisogno dei benefici della legge 104. Fino a ricordare di soffrire di una forma aggressiva della malattia, che nel suo caso ha colpito tra i primi i muscoli respiratori. E si domanda che senso abbia la "beffa atroce per i familiari di ricevere il riconoscimento dell’invalidità del congiunto da 20 giorni prima della morte a dopo la morte".

Noi di OK!Mugello speriamo che Asl possa muoversi di conseguenza, in modo da alleviare tali condizioni di disagio. Insomma, come i sanitari ben sanno anche se siamo in periodo di pandemia non esiste solo il covid...

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I commenti degli utenti
  • Mugelli Giampiero ha scritto il 16 dicembre 2020 alle 14:07 :

    Purtroppo ricadiamo nel solito pentolone della burocrazia medievale italiana passano gli anni ma niente cambia. epilogo simile mi è successo a me con mia madre malata di alzaimer nel 1994 Rispondi a Mugelli Giampiero