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Ztl a Roma, dal 1° luglio pagano anche le auto elettriche: costi e chi rimane esente

ztl roma pagamento 1 luglioZtl a Roma, dal 1° luglio pagano anche le elettriche - Okmugello.it

Dal 1° luglio 2026, a seguito di una decisione della Giunta Roma Capitale, anche le auto elettriche saranno costrette a pagare la Ztl: tutti i dettagli

Roma Capitale ha deciso che dal 1° luglio 2026, a Roma, anche le auto elettriche dovranno pagare un ticket per entrare nelle Ztl negli orari di attivazione. Lo ha stabilito la Giunta con un provvedimento che chiude la stagione dell’accesso gratuito per tutti. Il motivo? Le elettriche sono aumentate e, con loro, anche congestione e pressione sulla sosta, soprattutto nel centro storico.

Il via libera riguarda un permesso annuale a pagamento per i veicoli a trazione esclusivamente elettrica (e, nelle indicazioni del Campidoglio, anche per quelli a idrogeno) che vogliono entrare, negli orari di funzionamento, nella Ztl del centro storico e nelle altre Ztl cittadine. Fino a oggi la regola era lineare: entrata gratuita. Da luglio non più, o almeno non per tutti.

Dal Campidoglio spiegano però che resta una corsia “agevolata”: il nuovo permesso per l’elettrico costerà circa la metà rispetto a quello previsto per veicoli equivalenti benzina o diesel. L’idea è non tagliare di netto gli incentivi all’elettrico, ma tenere a bada i flussi. E, di conseguenza, rendere il centro più vivibile.

Ztl a pagamento, chi resta ancora escluso dal 1° luglio

Nel testo approvato ci sono eccezioni precise. L’accesso con permesso gratuito resta per alcune categorie già considerate “sensibili” nella gestione del centro: residenti, artigiani con laboratorio in Ztl, genitori che accompagnano i figli nelle scuole del centro storico, medici convenzionati, oltre ad aziende ed enti che svolgono servizi di interesse pubblico o di emergenza con mezzi identificabili.

Resta gratuito anche l’ingresso per i servizi di car sharing. Una scelta che, in queste ore, viene letta anche come tutela di un’alternativa all’auto privata, anche quando l’auto è elettrica. “Se togliamo spazio e aria al centro, non basta cambiare alimentazione”, ragiona un tecnico di Roma Servizi per la Mobilità, contattato al telefono. “Qui il tema è quante macchine entrano, punto”.

Sui costi Roma Capitale ha messo sul tavolo esempi concreti, per dare un’idea delle cifre. Per alcune tipologie di utenti il nuovo permesso annuale per l’elettrico sarà di 1.000 euro, mentre con un veicolo tradizionale si arriverebbe a 2.016 euro. Per altre categorie la cifra scende a 500 euro, contro 1.016 euro per chi non è elettrico.

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C’è anche il confronto con le ibride: in una delle casistiche citate dal Campidoglio, a fronte dei 781 euro per un’auto ibrida, l’elettrica rientra nello schema “a metà” rispetto al termico. Il segnale è chiaro: l’elettrico non è più “gratis comunque”, ma un mezzo con agevolazione ridotta.

Chi ha già un’autorizzazione riceverà una comunicazione da Roma Servizi per la Mobilità con modalità e termini per richiedere il nuovo permesso, se vuole continuare a entrare nelle Ztl. Dal Comune spiegano che il passaggio va gestito senza vuoti, perché dal 1° luglio 2026 la misura entra a regime.

Per le nuove immatricolazioni, invece, il permesso a pagamento scatterà “non appena sarà operativo il nuovo sistema di rilascio”, comunque dalla stessa data: 1 luglio. Un dettaglio che pesa: l’obiettivo è evitare una zona grigia, con automobilisti convinti di poter entrare ancora gratis. Ai varchi, le telecamere non fanno sconti.

Perché il Campidoglio cambia rotta

La motivazione principale la mette nero su bianco l’assessore alla Mobilità Eugenio Patanè. “La misura deriva dal forte aumento dei veicoli elettrici in circolazione e, di conseguenza, dal numero sempre più elevato di permessi per l’accesso alle Ztl”, ha detto. E ha aggiunto che, pur essendo mezzi a emissioni zero, la crescita “sta contribuendo in maniera significativa alla congestione del traffico e alla riduzione degli spazi di sosta disponibili, in particolare nel centro storico”.

Il Campidoglio quantifica la tendenza: le immatricolazioni dei veicoli elettrici, sostiene Roma Capitale, sono cresciute del 350% in quattro anni. E l’effetto si vede anche nelle richieste: gli autorizzati complessivi alle Ztl sarebbero arrivati a circa 75mila, “in costante crescita”. Numeri che, in una città dove parcheggiare è già una guerra di centimetri, si fanno sentire.

Il sindaco Roberto Gualtieri lega il ticket a una linea più ampia. “Questo non è l’unico intervento per decongestionare il centro”, ha spiegato, citando il lavoro per “colpire le truffe legate ai falsi permessi per invalidi” e la convocazione di un tavolo con le categorie per migliorare le modalità di consegna delle merci.

Poi la sintesi: un centro storico “più vivibile” è interesse “di chi ci vive, di chi ci lavora e di chi lo visita”, e chi governa Roma “ha il dovere di tutelare questo patrimonio dell’umanità”. Un messaggio che suona anche come risposta alle critiche: non è una tassa “contro l’elettrico”, ma un freno al numero di auto, qualunque sia il motore.

Le altre misure che restano

Roma Capitale, infine, assicura che il nuovo ticket non cancella le altre misure a favore dell’elettrico. Restano le agevolazioni legate alle domeniche ecologiche e la gratuità della sosta sulle strisce blu, oltre al principio del costo dimezzato per l’accesso rispetto alle auto termiche.

La partita è delicata e in città se ne discuterà. Ma dal 1° luglio la regola cambia: per entrare in Ztl a Roma con un’auto elettrica, nella maggior parte dei casi, servirà anche il permesso a pagamento.

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