Il Governo ha deciso di vietare ufficialmente tutte le auto a combustione: si punterà sull’energia idroelettrica nazionale
Negli ultimi giorni una nazione è tornata alla ribalta per una decisione che, nel suo contesto e a prima vista, sembra quasi rivoluzionaria: il divieto di importazione e vendita di auto con motori a combustione interna, cioè alimentate a benzina o diesel, aprendo formalmente i cancelli alla mobilità elettrica.
Sebbene non si tratti di un’iniziativa ambientale “accademica”, come spesso vediamo nei Paesi occidentali dove la transizione è graduale e pianificata con anni di anticipo, la mossa è stata motivata principalmente da ragioni economiche e strategiche.
Addio auto a combustione: la decisione del paese a poche ore dall’Italia
L’Etiopia non è un mercato automobilistico enorme: la diffusione di automobili, specie private, è molto più bassa rispetto a Europa o Nord America. Tuttavia, proprio in un contesto dove la quota di vetture elettriche era inferiore all’1% pochi anni fa, la progressione è rapida. Oggi i veicoli a batteria rappresentano una quota sensibilmente maggiore del parco circolante rispetto al passato recente.
Una delle ragioni tecniche più citate dietro questa trasformazione è la disponibilità di energia elettrica a basso costo. L’Etiopia possiede risorse rinnovabili abbondanti, in particolare l’energia idroelettrica prodotta dalla Grand Ethiopian Renaissance Dam (GERD), una delle più grandi dighe del continente africano, che fornisce una quota significativa dell’elettricità nazionale e persino esportata ai Paesi vicini.

Stop alle auto a combustione – OkMugello.it
Questo significa che alimentare un’auto elettrica nel Paese può costare fino a 6 volte in meno rispetto al mantenimento di un’auto tradizionale con motore a combustione: i costi di ricarica mensile sono stimati nell’ordine di pochi dollari, contro spese di carburante molto più elevate per chi guida ancora a benzina o diesel.
Perché l’Etiopia ha fatto questa scelta
La motivazione principale dietro questa decisione non è solo ambientale, ma economica e strategica. Negli ultimi anni il paese ha speso ingenti somme in carburante importato, drenando valuta estera preziosa dalle casse pubbliche. Ridurre o eliminare questa dipendenza è diventato un obiettivo urgente per rafforzare la stabilità economica.
In pratica, invece di spendere miliardi di dollari ogni anno per acquistare petrolio e derivati dall’estero, l’Etiopia ha deciso di puntare sulle risorse che ha nel proprio territorio — elettricità generata da fonti rinnovabili — e di incentivare l’adozione di veicoli che si ricaricano da quella energia.
Un altro elemento chiave è la competitività dei veicoli elettrici importati, molti dei quali provengono da produttori cinesi e hanno visto un forte aumento nel mercato locale proprio dopo l’introduzione delle nuove regole. Secondo diverse analisi, in pochi anni la quota di auto elettriche in circolazione è cresciuta molto più rapidamente di quanto ci si potesse aspettare, soprattutto in città come Addis Abeba.
I dati più recenti indicano che le auto elettriche rappresentano ormai una fetta significativa del parco veicolare nazionale, in crescita costante dagli scorsi anni. In termini numerici, si parla di oltre centomila veicoli elettrici registrati, con un peso crescente nel totale delle auto in circolazione.
Questo trend è stato facilitato sia dal bando totale delle auto a combustione interna, sia da una politica fiscale favorevole sui veicoli elettrici, con tariffe di importazione e tasse ridotte per incentivare la diffusione di auto a batteria.
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