Un imprenditore spagnolo, dopo aver utilizzato un’auto elettrica per 6 anni, ne ha fatto una recensione non molto esaltante: cosa imputa di non poter fare
Il dibattito sulla mobilità elettrica continua a dividere opinioni e consumatori. Da una parte c’è chi la considera il futuro inevitabile dell’automobile, dall’altra chi invita alla prudenza, sottolineando che la transizione non è ancora priva di ostacoli. In mezzo ci sono le esperienze reali di chi, l’auto elettrica, la utilizza ogni giorno da anni e può raccontarne pregi e limiti senza filtri. Tra queste voci c’è quella dell’imprenditore spagnolo José Elías, che dopo 6 anni al volante di un veicolo a batteria ha condiviso un bilancio personale tutt’altro che banale.
L’esperienza di Elías non è quella di un curioso o di un neofita. Sei anni rappresentano un periodo sufficientemente lungo per attraversare diverse fasi di evoluzione tecnologica, aggiornamenti software, miglioramenti nelle batterie e cambiamenti nel mercato.
Nel tempo, le auto elettriche hanno aumentato l’autonomia dichiarata, migliorato le prestazioni e reso la guida sempre più fluida e silenziosa. Dal punto di vista tecnico, oggi molti modelli permettono di coprire senza difficoltà gli spostamenti quotidiani, con costi di gestione inferiori rispetto ai veicoli tradizionali. Eppure, l’esperienza concreta non si misura solo in chilometri percorsi o in consumi ridotti.
La grossa criticità di un’auto elettrica: la testimonianza dopo 6 anni di esperienza
Secondo quanto raccontato da José Elías, il vero limite non risiede tanto nella tecnologia del veicolo, quanto nell’ecosistema che dovrebbe sostenerlo. Il problema diventa evidente quando si pianifica un viaggio di media distanza.

Le infrastrutture attuali non sono adatte alle auto elettriche – OkMugello.it
L’imprenditore ha spiegato che, nella sua esperienza in Spagna, non può allontanarsi di circa 200 chilometri da casa con la stessa serenità con cui lo farebbe con un’auto termica. Non perché la batteria non lo consenta in teoria, ma perché la rete di ricarica pubblica non garantisce sempre affidabilità e copertura adeguate.
Colonnine non funzionanti, potenze inferiori a quelle dichiarate o punti di ricarica troppo distanti tra loro possono trasformare un viaggio semplice in un percorso da pianificare con attenzione quasi maniacale.
Il punto centrale della riflessione di Elías riguarda proprio lo sviluppo delle infrastrutture. A suo avviso, il mercato delle auto elettriche sta crescendo più rapidamente rispetto alla rete di ricarica pubblica. Non si tratta solo di installare più punti di ricarica, ma di garantire che siano operativi, facilmente accessibili e dotati di sistemi di pagamento semplici.
José Elias, la bocciatura dopo 6 anni - OkMugello.it










