Riceviamo e pubblichiamo l’intervento di una nostra lettrice, Adriana Rossi, che prende posizione in merito alle recenti strategie comunicative adottate a sostegno del progetto eolico a Londa. Al centro della critica, il controverso slogan coniato da Fabio Roggiolani e il linguaggio utilizzato per descrivere il fronte del “no”.
Uno slogan demenziale contro gli oppositori del progetto Londa
Lo slogan utilizzato in un comunicato stampa dei primi di febbraio, è questo:
“Gli ambientalisti sono per il sì, gli annientalisti .. per il no”.
Qualcuno potrebbe pensare che “annientalisti” sia un mero errore per “nichilisti”, invece Fabio Roggiolani ha proprio voluto coniare una parola nuova, un po’ come faceva Dante. Il ragionier Roggiolani si ritiene un creativo esperto di comunicazione, come dimostro più avanti.
Cosa si è proposto di fare Roggiolani?
Ha voluto espressamente trasmettere un messaggio “di impatto memorabile”.
Lui stesso ha teorizzato questa modalità di comunicazione scrivendo: “ La comunicazione non è solo trasmettere un messaggio ma creare un impatto memorabile”.Lo ha scritto per i giovani e gli studenti a cui erano destinate le sue lezioni, impartite attraverso la Cooperativa Sociale Vitamina C. Avete letto bene, questo era il nome di un progetto di educazione all’imprenditorialità cooperativa realizzato a Imola e Bologna. La vitamina C evidentemente era associata all’assunzione di “pillole” di conoscenza finalizzata alla comunicazione. La cooperativa ha retto un paio d’anni, dal 2019 al 2020, e aveva un solo dipendente.
La domanda è: la parola annientalisti suscita un impatto memorabile?
Dio mio, memorabile sì, ma perché è cacofonica, cioè fa male alle orecchie ascoltarla. Purtroppo il nostro ragioniere non ha la capacità di Filippo Marinetti, il fondatore del Futurismo che, fra le altre cose, inneggiava alla guerra dicendo che era “la sola igiene del mondo”. Qui certamente l’impatto è fortissimo. Ma Roggiolani non può essere confrontato con quel geniaccio. Vediamo il suo curriculum.
Da ragioniere e commerciante (lui si definisce così su Linkedin), ha avuto una carriera diversificata:
- Dal 2000 al 2010 è stato consigliere dei Verdi presso la Regione Toscana (ben due legislature),
- è stato presidente della Commissione Agricoltura,
- è stato presidente della Commissione Sanità dal 2005 al 2010 (forse già allora c’era scarsità di medici laureati),
- organizzatore di convegni, cofondatore ed organizzatore di Ecofuturo festival.
- Ha fondato Eurocube nel 2012 (attività di consulenza amministrativa gestionale),
- E’ stato fondatore e consigliere della Cooperativa Sociale Vitamina C, ricordata sopra,
- E’ fondatore dell’azienda “Union” che si occupa probabilmente di energia (ci sono diverse aziende con questo nome e non è facile districarsi).
In questo curriculum non trovo traccia di una attività concreta in favore dell’ambiente, del territorio, della tutela del paesaggio. A meno che non si sia distinto quando è stato consigliere dei Verdi presso la Regione toscana. Non mi risulta nulla di memorabile. E quando dichiara che “l’energia eolica dà un segno di rinnovamento al territorio” usa perfino un italiano scadente.
Da ultimo voglio citare un passo del libro “Aggiustiamo il mondo”, scritto insieme ad altri tre autori. “Se vogliamo impegnarci per un mondo sostenibile, dobbiamo andare oltre le nostre abitudini. Spingersi a fondo, trovare soluzioni diverse e strade secondarie. Non muoviamoci solo per slogan [appunto: lo dico anch’io]. La sostenibilità è un percorso, o meglio una corsa a ostacoli, in cui abbiamo bisogno di collettività, della discesa in campo di moltitudini di cittadini imperfetti ma disposti a migliorarsi e a partecipare attivamente per il bene comune.” Quella collettività, quelle moltitudini di cittadini imperfetti che lottano per il bene comune ci sono già, sono riunite nel comitato dei Crinali liberi, peccato che lui non se ne sia accorto.
Adriana Rossi







