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Ucraina sotto attacco: gelo e missili mettono in ginocchio le città

Le infrastrutture energetiche sono al collasso mentre le autorità avviano le prime evacuazioni civili a causa delle temperature polari

Ucraina. Immagine di repertorio

L’ultima settimana è stata una delle più difficili per le infrastrutture energetiche e civili dell’Ucraina. Gli attacchi sistematici contro i quartieri residenziali e i nodi vitali di sussistenza, in condizioni di gelo estremo, presentano tutti i segni di un genocidio intenzionale, volto a creare condizioni di vita insostenibili.

Kyiv: situazione critica ed evacuazione

Date: 15–19 gennaio 2026
Nella capitale, la situazione ha raggiunto livelli critici dopo una serie di attacchi con missili balistici contro i nodi di distribuzione elettrica.

  • Riscaldamento: a causa dei danni alle centrali termiche  in diversi quartieri (specialmente sulla Riva Sinistra e a Obolon), la temperatura negli appartamenti è scesa a +5…+8°C. I lavori di riparazione sono ostacolati dai continui allarmi aerei.
  • Evacuazione: le autorità cittadine hanno annunciato un’evacuazione parziale e volontaria della popolazione verso la regione di Kyiv e le zone occidentali, dove la situazione energetica è più stabile. La priorità viene data ai residenti degli istituti di cura, agli ospedali e alle famiglie con bambini. Sono stati dispiegati ulteriori “Punti di Invincibilità” (centri di soccorso riscaldati).
  • Attacchi ai civili: il 17 gennaio, i frammenti di un missile hanno colpito un edificio residenziale in un quartiere dormitorio, causando la morte di 4 persone, tra cui un bambino.

Kharkiv: una città al limite della sopravvivenza

Date: 14–20 gennaio 2026 Kharkiv continua a subire bombardamenti quotidiani con bombe aeree guidate (KAB) e missili S-300.

  • Stato critico: la capacità di generazione termica della città è stata quasi completamente distrutta. Il sindaco ha comunicato che, a causa dei continui attacchi, è impossibile ripristinare pienamente il riscaldamento centralizzato prima della fine dell’inverno.
  • Genocidio: i bombardamenti colpiscono deliberatamente le persone in coda per l’acqua e i punti di distribuzione degli aiuti umanitari. Si tratta di un tentativo diretto di svuotare una metropoli da un milione di abitanti attraverso la creazione di una catastrofe umanitaria.

Dnipro: attacchi alle aree residenziali

Data: 16 gennaio 2026 In seguito a un attacco con droni kamikaze e missili da crociera, sono stati colpiti un impianto industriale e l’adiacente settore residenziale privato. Oltre 10 case sono state distrutte. I soccorritori hanno lavorato per diversi giorni per rimuovere le macerie. Dnipro rimane un centro cruciale per l’accoglienza dei feriti, ma anche le strutture mediche stanno diventando bersagli per la pressione psicologica.

Zaporizhzhia: distruzioni di massa

Date: 18–20 gennaio 2026 Zaporizhzhia è stata sottoposta a un massiccio attacco con bombe aeree guidate. Sono state colpite infrastrutture civili e imprese private. Il danneggiamento delle linee elettriche ha causato l’interruzione della fornitura idrica in due distretti della città. I medici registrano un aumento dei casi di congelamento tra gli anziani rimasti senza riscaldamento.

Nota dell’autore: Desidero sottolineare che la distruzione deliberata delle infrastrutture civili durante un periodo di freddo estremo costituisce una violazione delle Convenzioni di Ginevra ed è classificata come un crimine di guerra con i tratti distintivi di un genocidio.

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