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Toscana, terra di giocatori? Si e no

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(redazionale) Iniziamo subito con il parlarci chiaro: se dovessimo pensare così, su due piedi, ad una regione italiana in cui il gioco va forte onestamente la Toscana non è tra le prime che ci verrebbero in mente dato che il pensiero correrebbe immediatamente verso zone più meridionali, e scopriamo che in effetti le cose stanno proprio così. Sono stati infatti pubblicati gli attesi risultati dell’Osservatorio Gioco Online, uno studio riguardante scommesse sportive, casinò games e poker di ogni tipo (tornei e cash) effettuato in collaborazione tra il dipartimento di Ingegneria Gestionale del Politecnico di Milano e alcuni enti nonché società sponsor tra le quali PokerStars. Ma guardiamo più da vicino come si colloca la nostra regione in tutto questo.

Spulciando con attenzione l’analisi regionale – una importantissima sezione di questo studio così particolareggiato – per trovare la Toscana bisogna scorrere un bel po’ la classifica. Al primo posto per utenti giocanti infatti svetta la Campania (18%), seguita immediatamente dopo da Lombardia, Sicilia, Lazio, Puglia, Piemonte ed Emilia Romagna: siamo dunque all’ottavo posto con una percentuale del 5% certo sempre meglio dei fanalini di coda Molise e Valle d’Aosta. E per quanto concerne la spesa? Grossomodo ci piazziamo allo stesso modo, ennesima conferma che qui da noi il gioco piace ma da qui a definirla una vera passione ben radicata nel territorio ce ne passa eccome. Continuando a sfogliare le pagine di questa analisi, notiamo anche come non ci siano grosse differenze tra le varie tipologie di giochi, osserviamo giusto una minima flessione per quanto riguarda le scommesse sportive (al 4% invece che al 5%) mentre più amati, anche se di poco, i casinò games e, chiaramente, il poker: quest’ultimo gioco di abilità in particolare modo sta ultimamente vivendo un vero e proprio boom, boom che non sta risparmiando nemmeno la Toscana e che porterà dunque inevitabilmente le statistiche a crescere in poco tempo. La completezza di questo studio si capisce anche dal fatto che sono state prese in considerazione tutte le categorie di soggetti possibili ed immaginabili. Oltre infatti agli utenti regolari, che hanno giocato cioè in tutti i mesi disponibili nell’arco temporale scelto dalla ricerca, sono stati conteggiati anche i semiregolari (più del 50% ma meno del 100% dei mesi disponibili), gli occasionali (tra 10% e 50%) e perfino gli sporadici, cioè persone che non hanno giocato per più del 10% dei mesi, rilevante il fatto che siano proprio questi ultimi quelli ad essere i più numerosi.

Concludiamo la nostra disamina esponendo un ultimo punto messo in evidenza da questo studio, cioè lo sviluppo dei nuovi canali per il gioco, costituiti rispettivamente da Connected TV, smartphone e tablet. Dato che la Toscana non soffre eccessivamente (tranne alcune eccezioni) del male del digital divide e che questo tipo di strumenti è sempre più diffuso – i tablet erano appena 1.4 milioni in Italia nel 2011, oggi toccano quota 4,8 milioni mentre per il 2014 si prevede che saranno circa 12 milioni – il fenomeno ha riguardato in modo piuttosto massiccio anche noi. Complice l’aumento dell’offerta di app e siti mobile da cui accedere ai vari portali (calcioscommesse, poker, casinò games e chi più ne ha più ne metta) è sempre più frequente che le persone si dedichino al loro gioco preferito ovunque si trovino, anche su tram, treni e bus per meglio sfruttare i tempi morti di cui sono piene le giornate di tutti.

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