Il Governo italiano sta valutando l’implementazione delle “accise mobili” come possibile misura per ridurre i costi dei carburanti.
Questo meccanismo consentirebbe di restituire ai cittadini parte delle maggiori entrate fiscali generate dall’aumento dei prezzi di benzina e gasolio.
In sostanza, quando il prezzo del petrolio cresce, di riflesso aumenta anche l’IVA sui carburanti. Questo genera un gettito maggiore per lo Stato, che potrebbe decidere di ridurre temporaneamente le accise, abbassando il prezzo finale del carburante. L’effetto sarebbe immediato, con uno sconto applicato direttamente alla pompa, riducendo il peso dell’aumento per gli automobilisti.
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha confermato che questa misura potrebbe essere attivata senza la necessità di nuove leggi, in quanto il meccanismo delle accise mobili è previsto già dal 2008. La sua attuazione sarebbe quindi possibile attraverso un decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze, in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.
Come funziona il meccanismo delle accise mobili
L’idea alla base di questa misura è semplice: quando il prezzo dei carburanti aumenta, cresce automaticamente anche l’IVA incassata dallo Stato, che beneficia di un extra gettito. Il sistema delle accise mobili consente di restituire una parte di questo incremento tramite la riduzione delle accise stesse, abbassando di fatto il prezzo finale alla pompa. Il risultato è un vero e proprio bonus che riduce il prezzo del carburante per il consumatore.
Secondo le prime stime, il taglio potrebbe aggirarsi su alcuni centesimi per litro, con un impatto maggiore sul gasolio rispetto alla benzina. Ad esempio, nel Lazio il prezzo medio della benzina ha raggiunto i 1,764 euro al litro, con circa 31,8 centesimi di IVA e 67,3 centesimi di accise. Rispetto al mese di febbraio, l’IVA è aumentata di circa 2 centesimi al litro. Per il gasolio, l’aumento è stato ancora più marcato: in Lombardia il prezzo ha raggiunto i 1,972 euro al litro, con circa 35,6 centesimi di IVA rispetto ai 30,7 centesimi di febbraio.

Quando scatta la misura?(www.okmugello.it)
L’attivazione delle accise mobili dipende dall’andamento dei prezzi internazionali del petrolio. Il prezzo di riferimento per il Brent, nel Documento di finanza pubblica per il 2026, è fissato a 66,1 dollari al barile. Negli ultimi mesi, il prezzo ha superato i 90 dollari al barile, anche a causa delle tensioni geopolitiche e del recente attacco all’Iran.
Questa impennata dei prezzi potrebbe dunque essere la causa scatenante per l’attivazione del meccanismo delle accise mobili, permettendo così al Governo di ridurre il peso del carburante per gli automobilisti.
L’applicazione dello sconto alla pompa
Il processo previsto dalla normativa prevede tre fasi principali. In primo luogo, il Governo calcola l’aumento di gettito IVA derivante dall’incremento del prezzo del petrolio. Questo calcolo fornisce la base finanziaria su cui l’esecutivo può intervenire. Successivamente, si procede a stabilire la riduzione delle accise sui carburanti, che, in sostanza, riduce direttamente il prezzo alla pompa. Infine, viene definito il periodo di applicazione della misura, con l’impegno di monitorare tutta la filiera dei carburanti per garantire che lo sconto venga effettivamente trasferito al consumatore finale.
In un momento in cui il costo del carburante continua a preoccupare molti automobilisti, l’attivazione delle accise mobili potrebbe rivelarsi una soluzione temporanea ma ben accetta per alleviare il peso della spesa quotidiana.
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