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Smaltire gli elettrodomestici nel modo giusto è più semplice di quanto pensi: la guida antimulte

Gli elettrodomestici vanno smaltiti secondo regole precise: ecco dove portarli e cosa succede se li abbandoni.

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Gli elettrodomestici vanno smaltiti secondo regole precise: ecco dove portarli e cosa succede se li abbandoni.

Un vecchio frigorifero lasciato in un campo, un tostapane gettato nella plastica, uno smartphone finito nell’indifferenziata. Scene frequenti, eppure totalmente sbagliate. In Italia, come nel resto del mondo, la gestione dei RAEERifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche – resta una sfida non risolta. Gli elettrodomestici, grandi o piccoli che siano, non vanno mai smaltiti nei cassonetti. Eppure, secondo Ipsos, un italiano su sei lo fa. Le conseguenze? Inquinamento, sfruttamento nei paesi poveri e rischi per la salute pubblica.

Ogni cittadino italiano produce in media 13 chili di rifiuti elettronici l’anno. Solo una parte viene gestita in modo corretto. Il resto finisce dove non dovrebbe. Questo comportamento, oltre a danneggiare l’ambiente, può costare caro: le multe per smaltimento scorretto vanno da 300 a 3.000 euro. Ma il vero problema inizia dopo. Molti di questi dispositivi contengono sostanze tossiche come i CFC, i gas che attaccano l’ozono, o materiali recuperabili come ferro, rame e plastica, che finiscono spesso nelle mani sbagliate.

Piccoli, grandi o donabili: come gestire correttamente i tuoi elettrodomestici

Gli elettrodomestici non funzionanti si dividono in due categorie: piccoli (fino a 25 cm) e grandi. I primi comprendono oggetti come caricabatterie, cellulari, lampadine, asciugacapelli. Per questi, esistono due opzioni: se acquisti un nuovo prodotto, il negoziante ha l’obbligo di ritirare quello vecchio (“uno contro uno”). Ma puoi anche consegnarlo senza acquistare nulla, a patto che il negozio sia sopra i 400 metri quadrati (“uno contro zero”). È un tuo diritto, ed è gratuito.

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Per i grandi elettrodomestici – dai frigoriferi alle lavatrici, dai forni alle macchine da caffè – il discorso si complica. Questi vanno portati alle isole ecologiche, oppure ritirati a domicilio se il comune lo prevede. Esiste anche l’opzione del ritiro da parte del negozio dove si acquista un nuovo apparecchio: in questo caso, potrebbe essere previsto un costo extra per il trasporto. Informarsi in anticipo può evitare sorprese.

C’è poi un’altra strada, ancora poco sfruttata ma utile: la donazione. Alcuni elettrodomestici, specie computer o tablet non recenti, possono ancora essere riparati e riutilizzati. In molte città esistono centri specializzati nel recupero e nella distribuzione a famiglie in difficoltà. Se non ne trovi uno vicino, rivolgiti alla parrocchia o ai servizi sociali locali: possono indicarti a chi donare invece di gettare.

Il vero impatto ambientale dei RAEE e dove finiscono se sbagliamo a smaltirli

Dietro ogni elettrodomestico smaltito male, c’è una catena invisibile ma devastante. Un frigorifero, se gestito correttamente, può generare 28 kg di ferro, 6 kg di plastica, 3 kg di rame e alluminio. Ma se viene abbandonato in un bosco o gettato in discarica, quelle stesse componenti possono trasformarsi in agenti inquinanti. I gas refrigeranti, se rilasciati, danneggiano l’atmosfera. Il recupero avviene solo se il rifiuto arriva in impianti autorizzati, dove le sostanze pericolose vengono neutralizzate e i materiali riciclati.

E se non arrivano lì? Molti RAEE europei finiscono illegalmente in Africa, tra Ghana, Nigeria e altri paesi. Il caso più noto è Agbogbloshie, alla periferia di Accra, in Ghana: una discarica a cielo aperto dove centinaia di uomini, donne e bambini bruciano rifiuti elettronici per recuperare metalli preziosi, respirando sostanze tossiche senza alcuna protezione. Sono i nostri rifiuti, i nostri elettrodomestici, ad alimentare questo sistema.

Il danno non è solo ambientale, ma anche sociale ed economico. Un circuito virtuoso di raccolta, riciclo e riutilizzo può generare lavoro, recuperare materiali rari e ridurre la dipendenza dalle importazioni. Ma serve un gesto iniziale: portare l’oggetto nel posto giusto. Una lavatrice lasciata in strada è una perdita per tutti. Un pc donato può diventare una risorsa per una famiglia. Il problema è culturale, non solo tecnico. E riguarda ognuno di noi.

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