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La Russia attacca le infrastrutture civili nella notte del 13 gennaio

Raid notturni con droni e missili contro obiettivi energetici e logistici: colpite Kyiv, Odessa, Kharkiv e Kryvyi Rih. Morti e feriti nell’attacco al terminal Nova Poshta.

Attacco al terminal Nova PoshtaAttacco al terminal Nova Poshta

Nella notte tra il 12 e il 13 gennaio 2026, le forze russe hanno sferrato un massiccio attacco coordinato contro l’Ucraina, impiegando missili balistici, droni d’attacco (UAV) e missili da crociera da diverse direzioni. Durante la notte, ondate di droni hanno preso di mira Odessa, Kharkiv e le regioni di Kyiv e Kryvyi Rih. Il nemico ha lanciato attacchi concentrati con gruppi di 10-15 droni ciascuno, puntando specificamente alle infrastrutture energetiche con l’obiettivo deliberato di metterle fuori uso.

Sono stati inoltre lanciati circa 12 missili balistici dalla Crimea, dai territori occupati delle regioni di Zaporizhzhia e Donetsk, e dalla regione russa di Bryansk. Gli obiettivi colpiti includono le città di Brovary, Zelenodolsk e Vilniansk. All’alba, sono stati lanciati missili da crociera terra-aria dai sistemi Iskander verso la regione di Kyiv, colpendo nuovamente impianti energetici a Brovary e nelle aree limitrofe.

Secondo gli analisti militari, la strategia russa sta cambiando: si passa dai raid massicci a colpi di precisione concentrati su obiettivi selezionati, al fine di rendere estremamente difficili le operazioni di ripristino della rete elettrica. Un ringraziamento va alle Forze di Difesa ucraine per aver neutralizzato la stragrande maggioranza delle minacce, nonostante le avverse condizioni meteorologiche.

Attacco al terminal “Nova Poshta” nella regione di Kharkiv

L’esercito russo ha distrutto il terminal di Nova Poshta nella regione di Kharkiv, un hub logistico e postale di vitale importanza. L’attacco è stato condotto con estrema brutalità: prima due missili Iskander-M, seguiti da quattro droni Shahed. Il bilancio è tragico: quattro persone hanno perso la vita e altre sei sono rimaste ferite con vari gradi di gravità.

Foto tratte dal sito https://suspilne.media/kharkiv/

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