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Prurito persistente? Quando è davvero il caso di andare dal medico

Prurito sintomi causeQuando preoccuparsi per il prurito - Okmugello.it

Il prurito cronico, spesso sottovalutato, può essere spia di patologie serie. Ecco quando rivolgersi allo specialista e quali sintomi monitorare per una diagnosi precoce

Il prurito persistente è un sintomo comune che spesso non desta preoccupazioni, ma in alcuni casi può essere indicativo di condizioni più gravi, tra cui alcune forme di neoplasia. In un contesto di crescente attenzione verso la prevenzione oncologica, è fondamentale conoscere quando sia opportuno rivolgersi a un medico specialista per approfondimenti diagnostici.

Il prurito come possibile segnale di malattia oncologica

Il prurito cutaneo, seppur nella maggior parte dei casi benigno, può in rari casi rappresentare un campanello d’allarme per alcune tipologie di tumore. L’oncologa Lucia Del Mastro, esperta riconosciuta in oncologia femminile, sottolinea come alcuni sintomi apparentemente banali debbano essere monitorati con attenzione per evitare ritardi nella diagnosi precoce di tumori quali quelli del fegato, del pancreas e in particolare di natura ematologica, che possono manifestarsi con prurito persistente.

Secondo i dati AIOM-AIRTUM 2024, dopo il cancro al seno, il più diffuso tra le donne italiane, seguono nella frequenza i tumori del colon-retto e del polmone, entrambi potenzialmente associati a sintomi sistemici come perdita di peso ingiustificata e prurito. Questo quadro mette in luce l’importanza di non sottovalutare manifestazioni cutanee e sintomatiche persistenti.

Prurito cronico cancro

Un sintomo a non sottovalutare Okmugello.it

Il prurito cronico può essere causato da numerose condizioni dermatologiche, allergiche o sistemiche, ma l’attenzione di medici e pazienti deve concentrarsi su quei casi in cui esso si associa a segni quali:

  • perdita di peso significativa e non intenzionale;
  • stanchezza persistente;
  • alterazioni della pelle come arrossamenti, ispessimenti o lesioni;
  • sintomi gastrointestinali o urinari anomali;
  • modificazioni del ciclo mestruale o sanguinamenti anomali.

La presenza di questi sintomi, soprattutto se protratti nel tempo, impone una valutazione medica approfondita per escludere patologie neoplastiche o altre condizioni serie. L’oncologo ha un ruolo cruciale nell’orientare il percorso diagnostico, che può includere esami del sangue, ecografie, radiografie, TAC o risonanza magnetica per identificare eventuali lesioni tumorali.

La diagnosi precoce rappresenta il fulcro nella lotta contro i tumori. Secondo le stime più recenti, in Italia nel 2024 sono attese circa 53.686 nuove diagnosi di tumore alla mammella, seguite da oltre 21.000 casi di tumore del colon-retto e più di 12.000 casi di tumore al polmone. La mortalità per tumore del polmone è in aumento tra le donne, evidenziando come la prevenzione e la consapevolezza dei sintomi siano elementi imprescindibili.

Per questo motivo, è fondamentale che i cittadini, soprattutto le donne, si sottopongano regolarmente agli screening raccomandati e non trascurino sintomi persistenti come il prurito. Il medico di medicina generale rappresenta il primo riferimento per valutare la necessità di un approfondimento specialistico, mentre l’oncologo è la figura di riferimento per la gestione e il trattamento qualora vengano rilevati elementi sospetti.

Gli esperti ricordano che il prurito oncologico è spesso legato a un’alterazione del metabolismo cellulare o a reazioni immunitarie indotte dalla presenza di cellule tumorali. In questi casi, il prurito può precedere altri sintomi più evidenti e quindi diventa un segnale prezioso per richiedere una consulenza specialistica tempestiva.

L’attenzione va posta anche ai sintomi che possono accompagnare il prurito e suggerire la presenza di una malattia neoplastica:

  • Perdita di peso involontaria: una riduzione superiore al 5% del peso corporeo in meno di sei mesi, senza modifiche dietetiche o aumento dell’attività fisica, deve essere indagata con esami specifici.
  • Alterazioni cutanee: arrossamenti, ispessimenti, ulcere o vescicole non giustificati da cause dermatologiche comuni.
  • Disturbi addominali: gonfiore persistente, dolore pelvico o addominale, sensazione precoce di sazietà possono indicare tumori ovarici o gastrointestinali.
  • Modifiche al seno o al capezzolo: noduli, secrezioni ematiche o cambiamenti della pelle richiedono una valutazione senologica.

In presenza di questi segnali, il suggerimento è di rivolgersi tempestivamente a un medico per una valutazione clinica approfondita.

Le raccomandazioni degli specialisti indicano di non farsi prendere dal panico ma di monitorare con attenzione la persistenza e la combinazione dei sintomi, evitando l’auto-diagnosi o la sottovalutazione. La collaborazione tra paziente, medico di base e specialisti oncologi è fondamentale per garantire un percorso diagnostico e terapeutico efficace.

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