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Piangere sul fango versato

Quanta pioggia è caduta e quanto si sono alzati i fiumi il 3 novembre 2023 nella Piana?

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L’alluvione a Campi Bisenzio L’alluvione a Campi Bisenzio © Vigili del Fuoco
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Torno ancora a parlare di quanto successo a novembre nella piana fra Firenze, Prato e Pistoia per non abbassare la guardia su un problema reale e da non derubricare a tragedia naturale con 8 vittime e danni ingentissimi oltreché molti comuni sconvolti e travolti da acqua e fango. 
Dopo aver sottolineato ancora una volta il grande valore umano e la solidarietà profusa dai volontari di Protezione Civile e spontanei (la meglio gioventù) che hanno soccorso e supportato chi aveva bisogno ed essermi per scelta sottratta al "rito pagano" di cercare i colpevoli puntando il dito contro qualcuno o qualcun'altro o peggio essermi impaludata nel ping pong politico continuo solo ad attenermi ai numeri che sono incontrovertibili per affrontare la vicenda e cercare analizzando gli errori fatti di rimediare in futuro non dimenticando però che Campi Bisenzio aveva già subito tre alluvioni solo nel corso del Novecento: il 22 novembre 1926, il 4 novembre 1966 e il 15 novembre 1991 che qualcosa dovevano avere insegnato

Il tema lo abbiamo già affrontato nei nostri precedenti articoli:
Cosa sta succedendo nella piana fiorentina? Alluvioni o speculazioni? (leggi)
Consumo del suolo in Toscana. Uno sguardo dettagliato al nostro territorio (leggi)
Fragile Italia e fragilissima Toscana. Consumo del suolo, ancora numeri (leggi)
Il boom demografico che uccide il suolo (leggi)
Ambiente: rassegnazione e resilienza dell' Italia dentro il fango (leggi)

Continuerò questo approfondimento parlando con i dati anche perché i questi mesi di parole se ne sono spese tante ma sento il dovere fra le tante spese di citare quelle di un geologo esperto di suolo che commentandomi in privato un articolo mi ha confessato "faccio questo mestiere da trent'anni e la sua analisi sul consumo del suolo è così cruda, reale ed esatta che in questi anni non ho mai svolto una sola volta il mestiere in cui sono specializzato!" e quelle del professor Nicola Casagli geologo dell'Università di Firenze che ha sottolineato:  "Il dissesto idrogeologico è causato dalla micidiale combinazione di due fattori, egualmente importanti: il cambiamento climatico, che porta all’intensificazione degli eventi meteorologici estremi, e l’urbanizzazione incontrollata del territorio, che determina l’incremento degli elementi esposti a rischio e della loro vulnerabilità, oltreché la progressiva impermeabilizzazione del suolo. Il responsabile di entrambi questi fattori è uno solo: l’attività dell’Uomo, attraverso la massiccia produzione di gas climalteranti e l’inesorabile consumo di suolo che continua a crescere in Italia al ritmo di 70 ettari al giorno, come negli anni ’60 quando la popolazione e l’economia erano in costante crescita, a differenza di oggi.

Personalmente continuo e continuerò a fornirvi numeri e dati con l'intento solo di rendere pubbliche tabelle e grafici talvolta difficili da scovare e interpretare per prendere coscienza tutti della realtà.

In questo caso fornisco i dati che il Sistema idrogeologico e Geologico della Toscana per "misurare" le piogge con il pluviometro lungo il corso del Bisenzio e i valori degli idrometri posti lungo il corso del fiume.

I valori idrometrici

Attingendo alle informazioni del SIR (Sistema Idrogeologico Regionale) e a quelli pubblicati dall'amico e collega Marco Talluri sul suo ambientenonsolo.com, vi forniamo i dati degli idrometri presenti lungo il corso del fiume Bisenzio.
Partendo da monte il primo idrometro si trova a Gamberame nel comune di Vaiano (Prato) dove lo zero idrometrico si trova ad una altitudine di 94 m slm.
Qui la sezione del fiume è molto ampia, oltre 56 metri e il livello di esondazione è posto a 8 metri.
Il dato del livello medio giornaliero in metri dal 1998 ad oggi è interessante anche se "viziato" in presenza di piogge concentrate in poche ore, come successo il 3 novembre 2023.
Su 9254 misure giornaliere disponibili (dati al 23.11.2023) ben 9098 sono inferiori ad 1 metro (98,3%), 136 fra un metro e un metro e mezzo (1,5%) e solamente 20 uguali o sopra 1,5 metri. Il dato giornaliero del 3 novembre 2023 si colloca al 12° posto con 1,64m.

Il successivo idrometro si trova a Prato dove lo zero idrometrico si trova a 54 m slm. Anche in questo caso la sezione del fiume è molto ampia, oltre 62 metri e il livello di esondazione è quasi di 10 metri. Su 8338 misure giornaliere disponibili dal 2001 (dati al 23.11.2023) tutte sono inferiori ad 1 metro, e solamente 13 sono uguali o sopra 0,5 metri (0,16%). 
Il dato giornaliero del 3 novembre 2023 si colloca al 6° posto con 0,61m.

Infine, l'ultimo idrometro sul corso principale del Bisenzio si trova a San Piero a Ponti, a valle del centro storico di Campi Bisenzio, dove il fiume si restringe molto, avendo il punto più stretto proprio in corrispondenza del ponte in prossimità della Rocca Strozzi simbolo della città, dove già intorno alle 21.00 del 3 novembre l'acqua ha iniziato ad esondare.
Qui lo zero idrometrico si trova a 32 m slm. Qui la sezione del fiume è meno ampia rispetto  a monte; circa 35 metri e il livello di esondazione è a 9 metri.
Su 9159 misure giornaliere disponibili dal 1998 (dati al 23.11.2023), solamente 16 sono inferiori ad 1 metro (0,17%), 8538 sono pari o superiori ad un metro ed inferiori a 2 metri di altezza (93%), 548 pari o superiori a 2m e inferiori a 3 (6%) e 57 pari o superiori a 3 metri (0,6%). Il dato giornaliero del 3 novembre 2023 si colloca al 13° posto con 3,8m.

Analizzando poi il grafico del 2023, si vede benissimo il picco del 3 novembre e il grafico di quel 3 novembre 2023 ben evidenzia cosa è successo con una quantità di acqua presente fino alle 18:00 al livello di un metro che in sole 3 ore, dalle 18:00 alle 21:00 è salita di 6 metri toccando quota  7 metri!
La repentina diminuzione successiva alle 22.00 che si vede nel grafico è probabilmente causata dall'esondazione stessa del Bisenzio in vari punti a monte e, soprattutto, della rottura dell'argine dell'affluente Marina poco prima dell'immissione nel fiume stesso.


Pioggia caduta
Il Centro Funzionale Regionale mette a disposizione anche i dati in tempo reale e per le ultime 24 ore dei pluviometri e leggendo i numeri di quelli presenti nel bacino del fiume Bisenzio dalle montagne dell’Appennino fino a valle si trovano i comuni di Vernio, Cantagallo e Vaiano (in provincia di Prato) quelli presenti nella Piana, nel comune di Prato, di Calenzano (Firenze) e in altri comuni dell’area fiorentina (Campi Bisenzio, Sesto Fiorentino e Signa), fino alla confluenza nel fiume Arno.
Questi dati, insieme a quelli degli idrometri sono fondamentali nel momento dell’emergenza affinché le amministrazioni pubbliche e la Protezione Civile possano assumere le decisioni più opportune per informare la cittadinanza, ma servono anche ai singoli cittadini per sapere che comportamenti adottare prima e durante l'evolversi della situazione.
Facciamo un esempio concreto: come abbiamo visto dalla lettura dei dati idrometrici in pochissimo tempo l’acqua nel Bisenzio è salita velocemente (passando in tre ore da un livello di un metro a sette) e nel contempo a monte (Vaiano, Prato) leggendo i dati del pluviometro continuava a piovere abbondantemente e quindi il livello dell’acqua nel fiume verosimilmente continuava a salire... e qui si devono prendere decisioni.

I dati dei pluviometrici sia in real time che storici sono visibili sul sito del CFR (Centro Funzionale Regionale) e sono liberamente consultabili e scaricabili.
Qui di seguito pubblichiamo i dati di tutte le stazioni pluviometriche (in alcuni casi dai primi anni del secolo scorso ad oggi) lungo il corso del Bisenzio. I dati anche in questo caso riportano le “classifiche” dei primi cinquanta valori giornalieri per quantità di acqua cumulata (mm) e anche tutti i valori massimi giornalieri, ma evidenziati per mese, dello stesso periodo di tempo.
I dati che riportiamo sono riferiti al cumulato giornaliero del 3 novembre 2023, ma in realtà le precipitazioni sono iniziate solo  a metà pomeriggio e quindi è da considerarsi che le quantità di acqua registrata è caduta solo in poche ore e con una violenza fortissima, che i numeri non possono descrivere.
Sono 11 i pluviometri attualmente operanti (e lo erano anche il 3 novembre 2023) nel territorio preso in esame e il loro valore massimo è di 196 mm a "Vaiano acquedotto" al minimo dei 82 mm di "Case Passerini" con quasi tutte altre le stazioni (ad eccezione di Ponte a Signa) ampiamente al di sopra dei 100 mm di pioggia caduti in poche ore.
Sono numeri che confermano il verificarsi di un evento estremo che purtroppo non possiamo pensare più che costituisca una eccezione che non si ripeterà per lungo tempo come segnalato anche da Legambiente all’indomani dell’alluvione.

Questo significa che un evento del genere eccezionale in termini quantitativi di pioggia concentrati in poche ore potrà ripetersi, con questa o maggiore dimensione, con un “tempo di ritorno” che sinora si contava nell’ordine delle decine, se non centinaia di anni e che ora, invece, è plausibile possa verificarsi in un periodo ti tempo molto più ristretto.

Il pluviometro di Vernio posto a 695 metri di altezza, il 3 novembre 2023 ha registrato 134 mm di pioggia, un quantitativo di poco superiore a quello caduto il 4 novembre del 1966, ma inferiore a diversi altri eventi registrati in precedenza in questa località.
Ad una altitudine leggermente minore, 555 metri si trova la stazione pluviometrica di Cantagallo (Prato) qui si sono misurati 159 mm di acqua il 3 novembre e anche in questo caso poco più di quelli caduti il 4 novembre 1966, ma con tre eventi di maggiore entità in anni diversi.
Scendendo più a valle si trova il comune di Vaiano (Prato) nel quale hanno operato nel tempo quattro stazioni pluviometriche, di cui due in esercizio Vaiano acquedotto ad una altitudine di 322 m e Gamberame a un'altitudine di 107 m In questo caso i due pluviometri hanno registrato le precipitazioni più consistenti nel comune dell'ultimo secolo, rispettivamente 196 mm Vaiano Acquedotto e 181 mm Gamberame.
Arrivati in pianura ecco che a Prato nel comune capoluogo le stazioni pluviometriche attualmente in funzione sono tre e di questi due hanno registrato i loro massimi storici con 180 mm (Prato Galceti) e 153 mm (Prato Università), superiori ai valori del 4 novembre 1966 e solamente la stazione Rugea II si è fermata a 107 mm di pioggia, che comunque è il livello massimo registrato da quando questo pluviometro funziona, e cioè dal 1995.
Entrando poi nella provincia di Firenze e sempre in pianura si prende in esame i valori del torrente Marina che ha causato poi l'alluvione di Campi Bisenzio avendo rotto un ampio tratto del proprio argine poco prima della confluenza nel Bisenzio.
Qui sono attualmente operative due stazioni di monitoraggio delle piogge e anche in questo caso la pioggia caduta il 3 novembre scorso ha segnato i massimi storici con 124 mm (Croci di Calenzano) e 108 mm (Calenzano).

E' quindi il verificarsi di molta pioggia concentrata in poco tempo a dover far cambiare le prospettive e le modalità d'intervento e anche a programmare una nuova progettualità?

Parrebbe di si leggendo ad esempio anche i dati dell'alluvione con frana di Ischia del 2022 con 126mm di pioggia caduti in sole 6 ore, con picchi di 51mm l'ora.
Era invece il 1996 quando ancora non c'era una coscienza green ma gli effetti dei cambiamenti si stavano già verificando quando successe la disastrosa alluvione in Versilia con 474 mm di pioggia caduti in sole 12 ore!

L'alluvione di Firenze del 1966 e quella del Polesine del 1951 raccontano invece di eventi disastrosi  "spalmati" però su più giorni successivi di pioggia intermittente.



 

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Commenti 5
  • Alessandro

    Dati idrometrici e pluviometrici della Regione Toscana, disponibili in tempo reale per pubblico e istituzioni, che il 3 novembre le varie "Centrali" per le emergenze avranno sicuramente seguito con costanza e attenzione, quindi la domanda che tutti ci facciamo ( o dovremmo farci) è: Perchè con i livelli dei fiumi che salivano e la pioggia che continuava a cadere a monte, nelle ore precedenti l'esondazione non si sono avvisati e messi i salvo i cittadini che poi sono morti annegati? Spero vivamente che questi dati siano accuratamente vagliati dall'Autorità Giudiziaria. Grazie Direttrice Nadia Fondelli per la sua comptenza e per il suo coraggio di voce che grida nel deserto.

    rispondi a Alessandro
    gio 4 gennaio 15:14
  • Nadia Fondelli

    Sottolineo inoltre che l'amico e collega Marco Talluri di ambientenonsolo.com che come me si è messo a sfogliare un po' di carte e dati, come lui stesso afferma abitando a Campi Bisenzio ha compreso e capito con largo anticipo che era meglio andare a Firenze a dormire dal figlio. Lo ha fatto leggendo in real time quei dati pubblici e come me è solo un giornalista e non un tecnico

    rispondi a Nadia Fondelli
    gio 4 gennaio 21:00
  • Nadia Fondelli

    Alessandro, le sue domande sono quelle che mi pongo anch'io e che come lei, spero con tutto il cuore che noi due non siamo stati i soli a notare. Ricordando da cronista che per l'alluvione di Livorno del settembre 2017 in cui morirono anche in quel caso 8 persone l'ex sindaco Filippo Nogarin è stato condannato a 3 anni per omicidio colposo plurimo aggravato. Grazie della sua stima e continuerò a riportare i "numeri" così che ogni lettore possa farsi una sua idea ed essere coscio w consapevole di come comportarsi e salvarsi in caso di necessità.

    rispondi a Nadia Fondelli
    gio 4 gennaio 20:57
  • Alessandro

    L'Autorità Giudiziaria può agire d'iniziativa in base a qualsiasi notizia di reato venga a conoscenza anche a mezzo stampa, anche a carico d'ignoti. Speriamo che i suoi precisi e limpidi articoli arrivino sotto gli occhi degli organi preposti e non si perdano nelle acque torbide della piana fiorentina, che sembrano sempre più torbide, come i "misteriosi" fanghi che finiscono regolarmente in Sieve a decine di migliaia di metri cubi per volta e tutti insieme, fenomeno "naturale" ( per gli enti preposti al controllo) unico al mondo e mai visto fino a qualche anno fa.

    rispondi a Alessandro
    ven 5 gennaio 09:20
  • Alessandro

    Con alcuni amici pescatori seguivamo in tempo reale la situazione nel Mugello, in attesa della sospirata piena che avrebbe spazzato via la "misteriosa" colata di fanghi sottili che da Giugno soffocava tutto il corso della Sieve da San Piero fino alla Rufina e oltre, consultando i dati del Cfr pluviometrici delle stazioni a monte e idrometrici delle stazioni a valle, abbiamo visto in tempo reale l'onda di piena di vari affluenti salire, con l'esatta percezione in anticipo delle zone dove era maggiore, come Barberino , San Piero e Sagginale, e dove invece non c'era nulla da temere come Dicomano o Rufina, benchè a valle. Se l'abbiamo seguita e vista con anticipo di ore noi dilettanti dal divano di casa, non si capisce come mai le autorità non abbiano mandato mezzi d'emergenza con gli altoparlanti ad avvisare le persone di mettersi al sicuro, e ancor peggio come mai non si parli di questo..

    rispondi a Alessandro
    ven 5 gennaio 09:14