Il tema della pensione in Italia continua a suscitare grande attenzione, non solo per le condizioni di accesso e l’importo lordo.
La normativa vigente e le prassi amministrative confermano che due pensionati con lo stesso assegno lordo possono ricevere importi netti diversi, a causa delle differenti trattenute fiscali legate al luogo di residenza. Questo fenomeno interessa sia chi cambia residenza dopo il pensionamento, sia chi vive in Regioni o Comuni diversi, e può essere considerato una sorta di “trucco legale” per ottimizzare il netto mensile percepito.
L’importo della pensione non è determinato unicamente dall’assegno lordo calcolato dall’INPS, ma è soggetto a una serie di trattenute fiscali che includono non solo l’Irpef nazionale, ma anche le addizionali regionali e comunali. Queste imposte locali variano a seconda del Comune e della Regione in cui il pensionato ha la propria residenza fiscale. L’INPS effettua direttamente le trattenute, applicando le aliquote vigenti nel territorio di residenza del beneficiario.
Il risultato è che trasferirsi da un Comune a un altro, o da una Regione a un’altra, può determinare una variazione dell’importo netto mensile della pensione. Tale differenza può apparire a prima vista inspiegabile, specie se si confrontano pensioni lorde uguali o simili, ma è dovuta proprio alle diverse aliquote fiscali locali applicate.
Quando e come il cambio di residenza impatta sulla pensione
Il cambio di residenza può influire concretamente sul netto pensione in varie situazioni:
- Trasferimento in un altro Comune o Regione, con differenti addizionali fiscali;
- Rientro nel Comune di origine o cambio di residenza per motivi personali o familiari;
- Variazioni non tempestivamente aggiornate nelle anagrafi fiscali che portano a trattenute errate.
È importante sottolineare che il lordo della pensione rimane invariato, ma le trattenute fiscali variano in base ai dati anagrafici ufficiali. Spesso il pensionato si accorge delle variazioni solo consultando il cedolino pensione, senza ricevere alcuna comunicazione preventiva.
Un rischio frequente è rappresentato dall’errata o mancata comunicazione del cambio di residenza, che può causare l’applicazione di addizionali sbagliate, con conseguenti conguagli e ricalcoli da parte dell’INPS.

Controlli utili e consigli per i pensionati (www.okmugello.it)
Se si nota una variazione dell’importo netto della pensione dopo un trasferimento o senza un motivo apparente, è fondamentale:
- Verificare la corretta registrazione della residenza presso il Comune e l’Anagrafe nazionale;
- Controllare dettagliatamente le voci relative alle addizionali regionali e comunali nel cedolino pensionistico;
- Confrontare più mensilità per valutare la consistenza e la natura delle variazioni.
L’attenzione al dato della residenza non deve essere sottovalutata: la normativa italiana riconosce infatti alla residenza una valenza fiscale e legale cruciale, come confermato dall’articolo 43 del Codice Civile e da numerose disposizioni correlate. È inoltre possibile effettuare il cambio di residenza online attraverso i servizi digitali del Ministero dell’Interno, con tempi di lavorazione rapidi e gratuiti.
Opportunità di ottimizzazione: la previdenza complementare e il ritiro del fondo pensione
Parallelamente alla questione della residenza, è utile ricordare che i pensionati possono usufruire di strumenti previdenziali supplementari, come i fondi pensione complementari, che offrono tre diverse modalità di riscossione del montante accumulato:
- Rendita integrativa: il capitale accumulato nel fondo viene convertito in una rendita periodica, integrando così la pensione pubblica.
- Riscossione mista: fino al 50% in capitale e il residuo in rendita.
- Riscossione in capitale al 100%: il montante viene liquidato in un’unica soluzione, a condizione che il 70% del montante convertito in rendita non superi il 50% dell’assegno sociale INPS.
L’opzione di prelievo del 100% in capitale può essere vantaggiosa per chi desidera disporre immediatamente della somma accumulata, ma è soggetta a limitazioni e a tassazioni specifiche, che variano a seconda delle modalità scelte e del periodo di permanenza nel fondo. Ad esempio, richiedere un’anticipazione sul fondo pensione può abbassare il montante e consentire l’accesso all’opzione 100% capitale, con una tassazione del 23% sull’importo anticipato.
Perché la residenza influenza l’importo netto della pensione (www.okmugello.it) 










