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Oltre 600 euro di Bonus aggiuntivo sull’Assegno Unico: come avere l’aumento

Le famiglie italiane con figli a carico nel 2026 possono vedersi aumentare l’Assegno unico anche di oltre 600 euro l’anno.

Succede quando la situazione economica è peggiorata rispetto a quella indicata dall’ISEE ordinario e viene aggiornata con l’ISEE corrente, lo strumento che permette di usare redditi e, in alcuni casi, patrimoni più vicini alla realtà di oggi.

L’Assegno unico e universale, pagato dall’INPS, dipende dal valore dell’ISEE familiare. Più l’indicatore è basso, più cresce la somma riconosciuta ogni mese per ciascun figlio. Quando l’ISEE sale, invece, l’importo scende poco alla volta, fino alla quota minima prevista dalla legge.

Il problema è che l’ISEE ordinario 2026 non fotografa davvero la situazione del momento. Si basa sui redditi e patrimoni del 2024, quindi su dati di due anni prima, già presenti nelle dichiarazioni fiscali e nei saldi patrimoniali. Una regola che serve ad avere numeri certi, ma che può non dire più nulla sulla vita reale di una famiglia.

Se nel frattempo un genitore ha perso il lavoro, ha chiuso una partita Iva, ha avuto una riduzione dell’orario o ha visto calare il reddito di casa, l’Assegno unico continua a essere calcolato su una fotografia vecchia. “Molti se ne accorgono solo quando vedono l’importo mensile fermo”, raccontano spesso gli operatori dei CAF. È in quel momento che può diventare decisivo l’ISEE corrente.

ISEE corrente: redditi e patrimoni aggiornati possono far salire l’importo

L’ISEE corrente permette di sostituire i dati dell’ISEE ordinario con informazioni più recenti sulla situazione economica della famiglia. In concreto, i redditi del 2024 possono essere aggiornati usando quelli degli ultimi dodici mesi disponibili. Dal 1° aprile, inoltre, si possono aggiornare anche i patrimoni, prendendo come riferimento la situazione al 31 dicembre 2025.

Mani di un genitore che esamina documenti con calcolatrice e laptop su un tavolo, zaino e quaderni sullo sfondo
Documenti, calcolatrice e computer sul tavolo di casa: la gestione dell’ISEE corrente per ricalcolare l’Assegno unico.

L’effetto sull’Assegno unico 2026 può essere immediato. Se il nuovo indicatore è più basso dell’ISEE ordinario, l’INPS ricalcola la prestazione in base alla fascia aggiornata. Non può crescere solo la quota base: possono aumentare anche alcune maggiorazioni legate all’ISEE, come quelle previste per più figli, figli con disabilità, nuclei numerosi o genitori entrambi lavoratori, nei casi indicati dalla legge.

Un esempio chiarisce il punto. Una famiglia con un figlio minorenne e un ISEE ordinario di 30.000 euro riceve, secondo le simulazioni riportate, circa 140,90 euro al mese. Se, dopo un calo del reddito, presenta l’ISEE corrente e l’indicatore scende a 20.000 euro, l’importo può salire a circa 191 euro mensili. La differenza è di 50,10 euro al mese: in un anno, poco più di 600 euro.

Le soglie da rispettare: reddito giù del 25% o patrimonio giù del 20%

L’ISEE corrente non si può chiedere solo perché si punta a un assegno più alto. La legge fissa condizioni precise: deve esserci stato un peggioramento concreto della situazione economica rispetto ai dati usati per l’ISEE ordinario. Prima di fare domanda, quindi, bisogna verificare bene i numeri.

Per usare questo strumento deve esserci almeno uno di questi due requisiti: un calo dei redditi superiore al 25% oppure un calo dei patrimoni superiore al 20%. Sono queste le soglie che consentono di aggiornare l’indicatore e, se il nuovo valore lo permette, ottenere un Assegno unico più alto.

Conta anche la durata dell’ISEE aggiornato. Se si aggiornano solo i redditi, l’ISEE corrente vale sei mesi. Se invece l’aggiornamento riguarda anche i patrimoni, oltre ai redditi, l’indicatore resta valido fino al 31 dicembre dell’anno di riferimento. Una differenza pratica importante, perché può rendere necessario rinnovare la richiesta nel corso dell’anno.

Domanda, DSU e ricalcolo INPS: i passaggi da seguire

Il primo passo è controllare la propria situazione. La famiglia deve confrontare i dati usati per l’ISEE ordinario 2026, basati sul 2024, con quelli attuali o comunque più recenti. Solo se il calo supera le soglie previste — 25% per i redditi, 20% per i patrimoni — conviene procedere con la richiesta di ISEE corrente.

Poi va presentata una nuova DSU, la Dichiarazione sostitutiva unica, specificando che si tratta di una richiesta di ISEE corrente. Nella dichiarazione vanno inseriti i redditi aggiornati e, se ci sono le condizioni, anche i dati sul patrimonio. La pratica può essere fatta tramite un CAF oppure direttamente online sul portale INPS, accedendo con SPID, CIE o CNS.

Dopo l’invio della DSU, l’INPS calcola il nuovo indicatore. Se l’ISEE corrente risulta più basso di quello ordinario, il ricalcolo dell’Assegno unico avviene in automatico: non serve presentare una nuova domanda per la prestazione. L’aumento, quando spetta, viene applicato dall’Istituto in base al nuovo valore ISEE. Per molte famiglie la differenza nasce proprio da qui: da un dato finalmente aggiornato, più vicino ai conti reali di casa.

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