Tebaldo Lorini; una penna che da anni indaga gli aspetti del Mugello attraverso la cucina; e non solo. Nato nel 1943 a Borgo San Lorenzo è prima di tutto un amante del Mugello e della sua terra; che in questi anni ha generosamente raccontato in libri e pubblicazioni.
E, grazie ai suoi scritti, oggi nasce una nuova rubrica di OK!Mugello: ‘Dai libri di Tebaldo. Ricette (e non solo) dal Mugello’. Una rubrica nella quale, oltre alle ricette, pubblicheremo anche piccole introduzioni ed ambientazioni storiche. Per spiegare le origini di un piatto e il Mugello del passato.
E per la prima puntata non potevamo non scegliere un dolce legato al carnevale; ormai alle porte. Buona Lettura e Buon Appetito.
Carnevale
Il nome deriva da ‘Carnem levare’, perché nel periodo che gli succede, detto Quaresima, la carne veniva tolta dal vitto quotidiano. Ma, avendo la maggior parte della popolazione finite le scorte accumulate durante l’estate precedente, si passava dall’astinenza al digiuno, non per fede ma per forza. Per la lunga Quaresima che lo seguiva il Carnevale divenne anche occasione per dar fondo alla dispensa, o per chi se lo poteva permettere, per fare scorpacciate memorabili.
Il Poeta trecentesco Antonio Pucci canta:
“Per carnasciale capponi e galline
partendosi dal viver tra le zolle
vengon a farsi à cittadin vicine”
La ricetta: i Cenci o Chiacchiere o Frappe
E’ uno dei più antichi dolci della tradizione italiana, era già fatto dai romani durante le loro feste saturnali.
Ingredienti:
500 gr. di farina
40 gr. di strutto o burro
2 uova
liquore all’anice
sale
zucchero a velo
Come fare
Impastare la farina con le uova, lo strutto o il burro e profumare con un po’ di liquore all’anice. Quando l’impasto sarà ben lavorato, tirare con il matterello una sfoglia sottile. Tagliare con la rotella delle strisce o delle losanghe, friggere in abbondante olio o strutto bollente, appena dorate scolarle e asciugarle con carta assorbente e spolverizzarle con zucchero a velo.
Da Tebaldo Lorini, ‘Il cuoco e la fame’





